Giancarlo Galan 140722151814
DOPO IL VOTO DELL'AULA 23 Luglio Lug 2014 1300 23 luglio 2014

Galan in carcere a Opera, cella nel centro medico

Arrestato per il caso Mose. Interrogatorio dal gip il 25/7.

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Nell'ambito dell'inchiesta Mose, la procura contesta a Giancarlo Galan i reati di corruzione, concussione e riciclaggio.

Giancarlo Galan, arrestato nell'ambito dell'inchiesta della procura di Venezia sul Mose, si trova nel carcere di Opera, alle porte di Milano. L'ex ministro è stato trasferito in una cella singola nel centro clinico della casa di reclusione, una vera e propria struttura ospedaliera dentro il carcere dove, da quanto si è appreso, ha trascorso in maniera tranquilla la nottata.
LA GDF IN OSPEDALE. La Guardia di finanza, su ordine della procura di Venezia, ha posto sotto sequestro all'ospedale di Este la cartella clinica di Galan, dimesso dopo 12 giorni di ricovero. I magistrati vogliono capire in sostanza come mai dopo una prognosi iniziale di 45 giorni, sia stato poi dimesso in tempi così rapidi, mentre la Camera votava il sì al suo arresto.
Per i medici di Este non c'è nessun mistero né dietrologia dietro le dimissioni 'lampo' del deputato di Forza Italia. «Il paziente», ha spiegato il direttore medico, Enrico Agnoletto, «è stato dimesso quando si è avuta conferma che il quadro degli esami e quello clinico si erano stabilizzati, e poteva andare a domicilio. Noi agiamo come medici, non valutiamo altre ragioni. Se Galan fosse stato dimesso 'proprio' il giorno prima del voto che cosa si sarebbe detto? La polemica ci sarebbe stata comunque».
I MAGISTRATI SOSPETTANO. Tuttavia i magistrati non ci sono andati teneri con l'ex ministro. «Mentre si svolgeva il dibattito alla Camera sul rinvio del voto per la richiesta di carcerazione preventiva nei confronti di Giancarlo Galan», ha commentato il procuratore aggiunto Carlo Nordio, «era già stata firmata dalla direzione sanitaria dell'ospedale dove l'onorevole era ricoverato una lettera di dimissioni, poi acquisita agli atti».
Da quella lettera, ha rincarato Nordio, «emerge una patologia perfettamente compatibile con un trasporto in parlamento per difendersi. Le fotografie del diretto interessato con un piccolo gesso hanno fatto il giro d'Italia e ricordiamo che in parlamento più di una volta sono andati parlamentari con l'ossigeno o in barella. Nemmeno noi sapevamo questo. Una vicenda abbastanza paradossale perché si è discusso sul nulla».
INTERROGATORIO IL 25/7. L'ex governatore del Veneto è atteso all'interrogatorio per rogatoria il 25 luglio in mattinata nel carcere di Opera dal gip di Milano Cristina Di Censo. Lo si è appreso in ambienti giudiziari.
I legali di Galan hanno presentato richiesta di scarcerazione al Tribunale del riesame di Venezia, ma anche qui i tempi non sono rapidissimi: i giudici hanno a disposizione una settimana.
ORDINANZA EMESSA IL 4 GIUGNO. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di corruzione, emessa dal gip di Venezia Alberto Scaramuzza il 4 giugno è stata notificata all'ex ministro il 22 luglio nella sua casa a Cinto Euganeo (Padova), dopo il voto della Camera che ha detto sì all'arresto.
Gli atti dell'esecuzione dell'ordinanza sono arrivati il 23 luglio al settimo piano del Palazzo di giustizia milanese ed è il il gip di Milano Di Censo ad occuparsi dell'interrogatorio di garanzia per rogatoria fissato per il 25 luglio.
CASSA CON PRESTANOME. Secondo l'accusa, in sostanza, Galan, per fare cassa in modo illecito e sfuggire ai controlli, sarebbe entrato attraverso prestanome nelle società che lavoravano all'interno del Consorzio Venezia Nuova, guidato da Giovanni Mazzacurati, incassando la percentuale sugli utili sui lavori per il Mose. Per un totale, sommato ad altre prebende, stimato, sempre secondo l'accusa, in 5 milioni di euro.

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