Michele Vietti Consiglio 121019130825
POLVERONE 23 Luglio Lug 2014 1215 23 luglio 2014

Lettera Colle su nomine, polemiche al Csm

I togati contestano il criterio cronologico: «Urgenza a Palermo».

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L'aula del Csm.

La polemica Quirinale-Csm sembra non fermarsi.
Dopo la lettera inviata il 22 luglio da parte della Presidenza dell Repubblica al Consiglio superiore della magistratura è arrivata la replica della parte togata.
POLEMICHE SU CRITERIO CRONOLOGICO. Il capo dello Stato aveva richiamato i consiglieri a ricoprire in via prioritaria gli incarichi ai vertici degli uffici giudiziari che da più tempo sono rimasti senza titolare.
E a seguire il criterio cronologico, a maggior ragione ora che i consiglieri stanno lasciando per scadenza del loro mandato, anche per «evitare scelte riferibili a una composizione del Csm diversa da quella del Consiglio che sta per insediarsi».
A PALERMO POSTO VACANTE DA 1° AGOSTO. Parole suonate a palazzo dei marescialli come uno stop ad andare avanti sulla nomina del nuovo capo della procura di Palermo, ufficio che resterà acefalo dal primo agosto 2014.
Sulla questione c'è stata una discussione animata in apertura del plenum del Csm, dopo che il 22 luglio non era passata nella Commissione per gli incarichi direttivi la linea di occuparsi sia delle nomine indicate nella lettera di Napolitano sia di quelle successive per le quali le candidature sono gia' state approvate e motivate, come nel caso di Palermo; con il conseguente mancato invio al ministro della Giustizia delle tre proposte alternative per la procura siciliana a favore di Guido Lo Forte,Sergio Lari e Francesco Lo Voi.
PROTESTA DI UNICOST. «La Procura di Palermo, che è costantemente all'attenzione della pubblica opinione, ha diritto ad avere subito il suo capo», sostiene il togato di Unicost Mariano Sciacca, e, fermo restando il «massimo rispett» per il presidente della Repubblica, «il Csm ha il potere e dovere di affrontare le altre nomine pronte a essere decise».
«INACCETTABILE PARALISI». Inaccettabile la «paralisi» del Csm, anche per il togato indipendente Paolo Corder, secondo cui bisogna procedere alle nomine indicate da Napolitano ma anche a quella di Palermo.
Andare avanti su Palermo è la linea condivisa dal togato di Magistratura Indipendente Antonello Racanelli, che ha avvertito: «stiamo dimostrando di essere un Csm sotto tutela».
NAPOLITANO DISINFORMATO. Alberto Liguori di Unocost si è spinto a chiedere la sospensione del plenum per permettere alla Commissione Direttivi di riunirsi e decidere il da farsi (proposta alla fine bocciata per pochi voti) e ha lamentato che se Napolitano avesse avuto un'informazione completa il suo elenco delle sedi scoperte «sarebbe diventato molto piu' ridotto», visto che il 23 luglio l'assemblea dovrebbe licenziare la nomina di due delle nomine indicate nella lettera del Quirinale.
POLEMICA DI ROSA-VIETTI. Dallo stesso gruppo Riccardo Fuzi ha incassato alla fine l'impegno del vice presidente Michele Vietti a veicolare al capo dello Stato i chiarimenti dei consiglieri sulla situazione delle nomine.
Con Vietti ha polemizza invece per le sue dichiarazioni sulla questione,Giovanna Di Rosa, anche lei di Unicost, che ha accusato il vice presidente di aver gettato «discredito sull'operato della Commissione Direttivi».

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