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DENUNCIA 23 Luglio Lug 2014 1301 23 luglio 2014

Rai, Milena Gabanelli: «Ecco la lista degli sprechi aziendali»

Gabanelli al governo: tagliare sedi regionali, non il personale.

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La giornalista della Rai Milena Gabanelli.

Snellire la Rai per farla tornare «efficiente e competitiva». Ma il vero nodo da sciogliere è ancora quello della «lottizzazione» introdotta per legge nel 1975. Firmato: Milena Gabanelli. La conduttrice di Report ha affidato a un editoriale pubblicato il 23 luglio sul Corriere della sera la sua denuncia e le sue proposte per rilanciare il servizio pubblico radiotelevisivo italiano.
LA LISTA DEGLI SPRECHI. Il difetto principale dell'azienda è presto individuato: «Ogni partito si è preso un canale, e poi ci ha infilato i suoi uomini scegliendo come unico criterio la 'fedeltà', non all’azienda ma al partito». Il risultato della lottizzazione è stata una «proliferazione di strutture e incarichi dirigenziali che negli anni si sono stratificati. Non esiste nessuna tv pubblica al mondo dentro la quale convivono 3 telegiornali che hanno come referenti 3 diverse aree politiche; ognuno ha una sua struttura autonoma, i suoi direttori, i suoi inviati, il suo apparato tecnico, i suoi studi, il suo budget. Poi c’è Rai news 24, che non si può dire sia seguitissima, e le 26 sedi per l’informazione regionale».
LONTANI DALLA BBC. Le caratteristiche della Rai, secondo Gabanelli, sono quanto di più lontano dalla Bbc, «il miglior servizio pubblico al mondo», che è destinato a rimanere un modello inarrivabile se «competenza» e «merito» non si trasformeranno in criteri essenziali per la governance dell'azienda. Il confronto con il network britannico è impietoso: 1.500 dipendeni contro gli oltre 11.000 della Rai, sedi che occupano «mediamente 2 piani», la maggior parte delle quali sono in affitto. Mentre la Rai occupa «edifici giganteschi, quasi tutti di proprietà, con insostenibile spreco di spazi e costi. La loro sede più piccola è quella delle Channel Island: 2 dipendenti; da noi a Campobasso sono in 70. Nella sede di Cosenza lavorano 95 persone, ma il palazzo sembra quello di Viale Mazzini».
ASSETTO REGIONALE DA RIPENSARE. Un capitolo assai spinoso, quello delle sedi regioneli, che per Milena Gabanelli «sono nate in funzione dei rapporti con le istituzioni locali. Un modello in crisi, poiché le Regioni non rappresentano più il territorio, quindi bisognerà cambiare completamente la prospettiva in funzione delle macroaree».
APPELLO A RENZI: TAGLIARE LE SEDI, NON IL PERSONALE. Per la rinascita della Rai, infine, la giornalista ha lanciato un appello al premier Matteo Renzi, indirettamente citato attraverso un richiamo al bonus Irpef. Se «eliminare sedi e strutture che non hanno nessun senso» è «inevitabile», la cura dimagrante non deve però consistere nel mandare a casa «qualche migliaio di persone che hanno famiglia! L’azienda avrebbe bisogno di tutto il suo personale se venisse organizzata in modo produttivo». Sarebbe infatti «paradossale creare disoccupati per dare 80 euro in più a chi uno stipendio (anche se magro) ce l’ha».

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