Pietro Grasso 140607123324
SENATO 23 Luglio Lug 2014 1722 23 luglio 2014

Riforme, Grasso permette voto segreto sui diritti

Presentate 920 richieste. Sì solo a minoranze e funzioni delle Camere.

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Pietro Grasso.

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha ammesso il voto segreto sugli emendamenti al disegno di legge sulle riforme riguardanti le minoranze linguistiche e quelli in cui si affronta il tema della competenza legislativa del futuro Senato.
NUMERO SENZA PRECEDENTI. Grasso non ha precisato quanti sono questi emendamenti. Si è limitato a dire: «Il numero di richieste di voto segreto non ha precedenti nella prassi parlamentare: sono state 920».
La seconda carica dello Stato ha descritto i criteri che ha adottato per decidere su quali emendamenti accordare lo scrutinio segreto. Il voto segreto «è sempre ammissibile» quando la proposta di modifica «fa riferimento alla tutela delle minoranze linguistica», con la precisazione che «lo scrutinio segreto non sarà ostativo della cosiddetta regola del 'canguro', vale a dire alla votazione delle parti comuni degli emendamenti con conseguente effetto preclusivo sugli emendamenti successivi in caso di reiezione».
SOLO FUNZIONI DELLE CAMERE. «Viceversa», ha proseguito Grasso, «per quanto riguarda le proposte emendative che richiamano a diverso titolo gli articoli 13 e seguenti della Costituzione sui rapporti civili ed etico sociali, la presidenza ritiene di ammettere lo scrutinio segreto sui soli emendamenti riferiti alle funzioni delle Camere (gli articoli da 1 a 18 del ddl) e non al procedimento legislativo».

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