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POLEMICA 23 Luglio Lug 2014 0940 23 luglio 2014

Riforme, M5s: «Democrazia in pericolo»

Sul blog di Grillo lettera del professor Giannuli alla Boschi.

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Beppe Grillo.

Le riforme istituzionali messe in cantiere dal governo guidato da Matteo Renzi rappresentano un pericolo per la democrazia.
A dirlo è il professore Aldo Giannuli, che ha scritto una lettera aperta al ministro delle Riforme Maria Elena Boschi pubblicata sul blog di Beppe Grillo.
«SITUAZIONE ANOMALA». Il ministro della Riforme nella missiva sul web viene raffigurata con un fotomontaggio come la strega cattiva della 'Bella addormentata nel bosco'.
Giannuli ha criticato il piano di riforme del governo Renzi mettendolo in relazione con l'Italicum: «In definitiva avremmo un parlamento composto da una Camera di nominati, eletta con criterio maggioritario e con pesanti clausole di sbarramento, ed un Senato di eletti di secondo grado con doppia selezione maggioritaria, dal quale dipenderebbero quasi totalmente tutti gli organi di controllo e garanzia ed il processo di revisione costituzionale».
Giannlu rivolgendosi sempre al ministro ha spiegato come «converrà che si tratterebbe di una situazione piuttosto anomala nel quadro delle democrazie liberali. Qualora Ella ritenesse non infondate queste preoccupazioni, sarebbe positivo che si aprisse un confronto, quantomeno sulle possibili misure per mettere in sicurezza la Costituzione'.
«RISCHIO SMANTELLAMENTO MISURE A PROTEZIONE COSTITUZIONE». Il professore ha aggiunto che «entrando nel merito della questione, il rischio maggiore che io vedo in questa riforma è lo smantellamento delle misure a protezione della Costituzione volute dall'Assemblea Costituente».
Nello specifico nella lettera vengono elencati «il sistema elettorale proporzionale, il bicameralismo perfetto con la diversa base elettorale delle due Camere, l'integrazione del collegio elettorale per il Presidente della Repubblica con i rappresentanti regionali, l'istituzione di un giudice di legittimità costituzionale, le maggioranze richieste sia per l'elezione del Presidente quanto dei giudici della Consulta, nonché per il processo di revisione costituzionale costituivano un insieme organico di norme a tutela dei meccanismo di controllo e garanzia della Repubblica, in una raffinata architettura di pesi e contrappesi», ha concluso.

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