Larino Campobasso 140706154721
PROVVEDIMENTO 24 Luglio Lug 2014 1020 24 luglio 2014

Carceri, ok alla Camera ai risarcimenti

Indennizzi ai detenuti in «condizioni inumane».

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Larino (Campobasso): interno del carcere.

Sì dell'Aula della Camera al decreto legge che prevede rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dei diritti umani e in ottemperanza alla sentenza Torregiani.
Il testo, approvato a Montecitorio con 305 voti a favore, 110 contrari e 30 astenuti, ora passa al Senato.
Il provvedimento completa il 'pacchetto normativo' già approvato nei mesi scorsi in risposta alla sentenza 'Torreggiani' della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato l'Italia per la situazione delle carceri. Tra le norme, anche interventi sul minorile e sull'organico degli agenti penitenziari.
BANCONOTE FINTE: LA LEGA PROTESTA. L'approvazione del decreto ha scatenato la protesta della Lega alla Camera. Non appena Nicola Molteni ha terminato la dichiarazione di voto sul provvedimento, i deputati del Carroccio hanno lanciato in aria delle finte banconote da otto euro, rosse e stampate per l'occasione (il decreto prevede appunto un risarcimento ai detenuti già liberi che di 8 euro per ogni giorno pasato in detenzione 'inumana').
M5S: «ENNESIMO INDULTO». Critico anche il Movimento 5 Stelle. «Quattro provvedimenti 'svuotacarceri' in un anno, non possiamo che definirlo un indulto continuo, senza fine. Non si tutelano i carcerati, la polizia penitenziaria e soprattutto i cittadini».
Ecco in sintesi le principali novità contenute nel decreto.

Abbuoni o paghe per compensare «condizioni inumane»

RISARCIMENTO AI DETENUTI. Sconti di pena o soldi ai detenuti reclusi in «condizioni inumane». Per compensare la violazione della Convenzione sui diritti dell'uomo, se la pena è ancora da espiare è previsto un abbuono di un giorno ogni dieci passati in celle sovraffollate. A chi è già fuori andranno invece 8 euro per ogni giornata in cui si è subito la reclusione in condizioni disumane. La richiesta, in questo caso, va fatta entro 6 mesi dalla fine della detenzione. Da qui al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro.

STRETTA SU CARCERE PREVENTIVO. Divieto di custodia cautelare in carcere in caso di pena non superiore ai 3 anni. In altri termini, se il giudice ritiene che all'esito del giudizio la pena irrogata non sarà superiore ai 3 anni, per esigenze cautelari potrà applicare solo gli arresti domiciliari. La norma non vale però per i delitti ad elevata pericolosità sociale (tra cui mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti in famiglia) e in mancanza di un luogo idoneo per i domiciliari. Viene ribadito invece il divieto assoluto (norma già esistente) del carcere preventivo e dei domiciliari nei processi destinati a chiudersi con la sospensione condizionale della pena. Chi trasgredisce ai domiciliari, peraltro, va in carcere.

BENEFICI MINORI A UNDER 25. Le norme di favore previste dal diritto minorile sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni (anziché 21 come oggi). In sostanza, se un ragazzo deve espiare la pena dopo aver compiuto i 18 anni ma per un reato commesso da minorenne, l'esecuzione di pene detentive e alternative o misure cautelari sarà disciplinata dal procedimento minorile e affidata al personale dei servizi minorili fino ai 25 anni. Sempre che il giudice, pur tenendo conto delle finalità rieducative, non lo ritenga socialmente pericoloso.

AI DOMICILIARI SENZA SCORTA. A meno che non prevalgano esigenze processuali o di sicurezza, l'imputato che lascia il carcere per i domiciliari vi si recherà senza accompagnamento delle forze dell'ordine.

PIÙ MAGISTRATI DI SORVEGLIANZA. Qualora l'organico sia scoperto di oltre il 20% dei posti, il Csm in via eccezionale (riguarda solo i vincitori del concorso bandito nel 2011) destinerà alla magistratura di sorveglianza anche i giudici di prima nomina. È anticipata al 31 luglio la scadenza del commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria.

PIÙ AGENTI PENITENZIARI. Cresce di 204 unità l'organico della polizia penitenziaria, con un saldo finale che vedrà meno ispettori e più agenti. Giro di vite su comandi e distacchi del personale Dap presso altri ministeri o amministrazioni pubbliche: per due anni saranno vietati.

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