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MAMBO 24 Luglio Lug 2014 1403 24 luglio 2014

Matteo Renzi scelga la strada delle elezioni anticipate

Il premier è assediato da chi si oppone al suo progetto di riforme. Si dimetta e dia la parola agli italiani.

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Matteo Renzi.

Stiamo vedendo al Senato un film, brutto, che hanno già proiettato diverse volte.
L'assedio delle minoranze a Renzi per far saltare il suo progetto di riforma e lui medesimo è in pieno svolgimento.
La coalizione di tutti i conservatori di destra e di sinistra sta conoscendo la sua stagione più mediatica.
Il presidente Grasso vuole prendere la leadership di questo mondo forse per personale attitudine, forse per calcolo sul proprio futuro, forse per dispetto perché non avrà un futuro.
MATTEO SI GIOCA LA PELLE. Renzi si gioca la pelle. Se gliela fanno resterà una meteora, ma con lui svanirà il sogno riformista e torneremo in quella mefitica palude fonte di nuove epidemie di malaria politica.
Sono convinto che il premier debba fare ciò che ha detto e non solo minacciare di farlo. Porti i suoi avversari di fronte al voto popolare. Saranno gli italiani a dire se vorranno essere guidati da Grillo, che prometteva sfracelli e poi si è 'rodotatizzato', da quella sinistra che non ha mai vinto niente e che non a a caso ha scelto come rappresentante mediatico Corradino Mineo o da quella destra improbabilmente guidata da Minzolini, che ricordavo cronista critico verso i conservatorismi della sinistra e che oggi è diventato il più conservatore della destra.
Al voto, al voto. Mineo, Casson e il presidente del Senato cerchino una lista o se la facciano perché Renzi deve andare alla consultazione con uno schieramento interno limpidamente innovatore.
GLI ITALIANI TORNINO A DECIDERE. Chi pensa che in questi giorni si stia cercando di distruggere la democrazia si faccia una sua lista di libertadores e vederemo chi avrà più filo, come si sarebbe detto una volta.
Il voto anticipato serve anche a restituire la possibilità di decidere a quegli italiani del quaranta e passa per cento al nuovo premier e che forse oggi vorrebbero dire la loro. E a quegli italiani di destra che, dopo il fallimento catastrofico della procura di Milano con l'assoluzione di Berlusconi su Ruby, forse hanno voglia di tornare a votare il loro vecchio leader, anche se difficilmente lo rimetteranno in sella.
Sarà anche questo un trionfo dei nuovi conservatori di sinistra.
Fateci caso, ogni volta che Berlusconi sta per uscire di scena un magistrato o un radicale di sinistra lo rimette in sella. E poi chiamateli anche anti-berlusconiani!

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