Pietro Grasso 140509185409
POLITICA 24 Luglio Lug 2014 1125 24 luglio 2014

Paralisi riforme, caos al Senato

Le opposizioni frenano il ddl. Grasso cerca una via d'uscita.

  • ...

Il presidente del Senato Pietro Grasso.

Sembra essere caduto nel vuoto l'appello di Giorgio Napolitano sulle riforme. Il 24 luglio sono stati sospesi i lavori in Aula al Senato mentre era in corso la votazione degli emendamenti al ddl Boschi di riforma costituzionale. Convocata d'urgenza la capigruppo, anch'essa sospesa più tardi rinviando al pomeriggio la decisione per superare l'impasse.
Il presidente Pietro Grasso ha accolto la richiesta di sospensione dei lavori presentata in Aula dal presidente dei deputati del Pd Luigi Zanda, molto critico sulla lentezza delle votazioni (due in un'ora).
BATTAGLIA DELLE OPPOSIZIONI. Si cerca dunque una soluzione per sbloccare questa paralisi. Ma le opposizioni tirano dritto col loro ostruzionismo: «Comunque gli emendamenti stanno là», ha detto il leader di Sel Nichi Vendola, riferendosi alle 7.800 proposte di modifica del testo. I partiti di minoranza si sono quindi riuniti tra di loro per valutare una risposta «all'ultimatum della maggioranza» che chiede un corposo ritiro degli emendamenti o «la tagliola».
BOSCHI: NO RINVIO A SETTEMBRE. «Il governo è sempre disponibile a migliorare il testo, ma non a stravolgerlo», ha fatto sapere il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che ha bocciato un rinvio a settembre della approvazione da parte del Senato: «Andiamo avanti. Non è serio fare ostruzionismo in questo modo, ne va della dignità anche di questa istituzione».
DIALOGO SOLO CON TAGLIO EMENDAMENTI. Boschi ha aggiunto che il governo è «disponibile ad approfondire nel merito alcuni punti, ma non soggiacendo al ricatto di 7.800 emendamenti. Se ci sarà un sostanzioso taglio, noi siamo disponibili».

Senatori del M5s davanti alla stanza della capigruppo

Il senatore Maurizio Sacconi.

Il Pd, secondo fonti parlamentari, sarebbe pronto a chiedere la 'ghigliottina' per contingentare i tempi. Ma i senatori del M5s si sono piazzati davanti alla stanza che ospita la capigruppo «per fare pressione in modo che non approvino contingentamenti dei tempi o altri strumenti per zittire l'opposizione».
SACCONI MINACCIA TAGLIOLA. La conferma dell'ipotesi-tagliola è arrivata dal senatore Ncd Maurizio Sacconi: «O vengono ridotti drasticamente gli emendamenti entro il 9 agosto o viene utilizzato l'articolo 55 che regola i tempi di discussioni», ha detto. «In ogni caso la maggioranza è determinata a ottenere il voto sul ddl prima della pausa estiva».
Una posizione ribadita anche dal capogruppo Pd Luigi Zanda: «Per la quinta volta il Pd ha fatto appello a tutti i gruppi per una riduzione molto consistente degli emendamenti. L'auspicio che l'appello venga accolto, ben sapendo che, così come sono legittime forme di ostruzionismo, il nostro regolamento prevede anche forme di contingentamento dei lavori. Intendo l'articolo 55 del regolamento che prevede di contingentare i tempi».
ZANDA: «NON POSSIAMO ANDARE A METÀ 2015». Zanda ha spiegato: «Grasso ha indicato che i tempi necessari per approvare la riforma con quasi 8 mila emendamenti non potrebbe terminare prima di metà 2015 e questo non è possibile. Rinnovo pubblicamente il mio appello a mantenere solo quelli significativi. Tra l'altro sono ostruzionistiche anche le 900 richieste di voto segreto, caso mai successo nella storia della repubblica. Siamo pronti a discutere tutto ma nella sede propria. Io ritengo che questa richiesta dei gruppi di minoranza» di una loro riunione «la considero una apertura perché non c'è stata una risposta ma una richiesta di poter interrompere i lavori per una loro consultazione interna».
Secca la replica di Nichi Vendola, per cui parlare di tagliola sulle riforme costituzionali «è inimmaginabile. Spero che si tratti di uno scherzo, spero che non provino neanche a pensarla una cosa del genere, perché veramente questo ha una puzza insopportabile».

Correlati

Potresti esserti perso