Legge Elettorale Boldrini 131221155329
DECISIONE 24 Luglio Lug 2014 1242 24 luglio 2014

Parlamento, tetto agli stipendi dei dipendenti

Polemica in Aula con Boldrini.

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Il presidente della Camera Laura Boldrini.

Arrivano i tetti retributivi per i dipendenti di Camera e Senato. Gli Uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama, riuniti in contemporanea, hanno fissato quello massimo, relativo ai consiglieri parlamentari, in 240 mila euro all'anno al netto della contribuzione previdenziale (l'8,8% della retribuzione).
POLEMICA IN AULA. Un lungo e polemico applauso, con annesso coretto «Bravi, Bravi, Bis» e «grazie» di numerosi dipendenti di Montecitorio ha salutato la decisione. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha replicato sostenendo che l'avvio della contrattazione per i tagli agli stipendi dei dipendenti sia «un passo importante e positivo, spiace e rattrista» la contestazione proprio mentre fuori Montecitorio c'era «il Paese reale», lavoratori che chiedono il finanziamento Cig.
PROTESTA IL M5S: «INTATTI STIPENDI DEI DEPUTATI». Da segnalare anche la protesta del Movimento 5 stelle, che ha lamentato: «Siamo d'accordo a porre dei tetti agli stipendi dei dipendenti della Camera, l'abbiamo proposto anche noi, ma i politici dovrebbero dare l'esempio ai cittadini cominciando da se stessi». Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino hanno aggiunto: «Oggi è stato dato parere favorevole al contenimento delle spese per il personale, ma di fronte alle nostre proposte di rivedere gli stipendi dei parlamentari - portandoli a 5 mila euro lordi con la rinuncia ai vari plafond e indennità e la rendicontazione pubblica delle spese - tutti i partiti, compatti, ci hanno detto 'no'». «Ancora una volta», hanno cocnluso, «ci troviamo di fronte a un atteggiamento da 'casta', quando i politici decidono di mettere tetti agli stipendi dei dipendenti, ma le loro tasche non le vogliono toccate. A dispetto della crisi economica che attanaglia il Paese».
SOTTOTETTI NON ANCORA FISSATI. Il tetto massimo per i consiglieri parlamentari, deciso alla Camera, con il no di Fdi e l'astensione della Lega, sarà proporzionalmente più basso per le altre categorie. Anche se questi 'sottotetti' non sono ancora fissati: è un tema sul tavolo del confronto con le organizzazioni sindacali che parte da giovedì 24 luglio e su cui i sindacati annunciano barricate. «Chi al momento ha uno stipendio inferiore al tetto vedrà fermarsene la crescita al raggiungimento di quella cifra», ha spiegato la vicepresidente della Camera Marina Sereni. «Chi invece lo supera subirà una riduzione straordinaria tra il 2014 ed il 2017 fino al raggiungimento del proprio tetto retributivo di riferimento».
RESTA APERTO IL TEMA DELLE INDENNITÀ PER LE FIGURE APICALI. Aperto anche il tema delle indennità di funzione, aggiuntive al tetto, per le figure apicali dell'amministrazione (il segretario generale, i suoi vice ed i capi servizio). Non sono state ancora determinate, ma non potranno superare il 25% del tetto fissato e non saranno pensionabili. Non si conosce ancora quali saranno i risparmi determinati dalla manovra; si parla di decine di milioni, anche se si è deciso di non fissare in partenza cifre certe «per un confronto maggiore con i sindacati».

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