Senato 140724164403
REGOLAMENTO 24 Luglio Lug 2014 2101 24 luglio 2014

Riforme, la tagliola non assicura la scadenza dell'8 agosto

Troppi gli emandamenti da votare. E l'opposizione potrà ricorrere a escamotage.

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L'Aula del Senato durante la discussione degli emendamenti al testo sulle riforme.

Il contingentamento dei tempi, annunciato giovedì 24 luglio in Senato per l'esame delle riforme, non garantisce che le votazioni degli emendamenti sul contestato testo si esauriscano effettivamente l'8 agosto. È quanto si evince da una lettura del regolamento del Senato.
LE VOTAZIONI DEVONO ESSERE EFFETTUATE. Le votazioni sul testo vanno infatti effettuate tutte e comunque, anche se i senatori non potranno intervenire nel merito. E considerata la mole di emendamenti presentati, non è assolutamente detto che la scadenza dell'8 agosto - data di chiusura del Senato - possa essere effettivamente rispettata.
ESCAMOTAGE PER PRENDERE TEMPO. Per ogni votazione è possibile tuttavia far perdere tempo: basta, per esempio che venga chiesta la verifica del numero legale con la relativa controprova, oppure che si sollevino incidenti procedurali, come la richiesta di votare gli emendamenti per parti separate o scorporando norme. Espedienti a cui sicuramente l'opposizione ricorrerà.
Anche il governo Berlusconi nel 2004 ricorse al contingentamento per la votazione delle riforme costituzionali. Decisione che fece storcere il naso a più di un giurista.

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