Matteo Renzi 140723072001
INTERVISTE 24 Luglio Lug 2014 1924 24 luglio 2014

Riforme, Renzi: «Piaccia o no le facciamo»

«Contro la dittatura di maggioranza ma anche di minoranza».

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Matteo Renzi.

Mentre l'opposizione marciava sul Quirinale per protestare contro la tagliola ai quasi 8 mila emendamenti presentati al testo sulle riforme, il premier Matteo Renzi è tornato ad alzare la voce.
«NOI DICIAMO SÌ». «In Italia c'è un gruppo di persone che dice 'no!' da sempre. E noi, senza urlare, diciamo 'sì!'. Piaccia o non piaccia, le riforme le faremo!», ha detto il capo del governo in un'intervista apparsa sul Corriere.it.
«La nostra priorità è il lavoro. Ma le statistiche, credo, inizieranno a migliorare solo dal 2015», ha aggiunto a La7, sostenendo che è «molto difficile» arrivare alla stima dello 0,8% contenuta nel Def. «Che la crescita sia 0,4 o 0,8 o 1,5% non cambia niente per la vita quotidiana delle persone».
«MOGHERINI PERSONA CAPACE». Il premier si è occupato anche della questione che riguarda la possibile nomina a capo della Pesc del suo ministro degli Esteri: «Federica Mogherini è una persona molto capace e molto brava, sarebbe un ottimo commissario ma noi, a questo punto, non mettiamo il nome sul tavolo finchè non c'è certezza che tocca all'Italia, non sono io arzigogolato ma le procedure e io non faccio crocifiggere il ministro degli Esteri».
A LA 7: «CONTRO LA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA MA ANCHE DELLA MINORANZA». Il premier è tornato poi sul caos delle riforme e non solo intervistato da Alan Friedman su La7. «Noi siamo contro la dittatura della maggioranza ma siamo anche contro la dittatura della minoranza. Io vado avanti, non mollo, le riforme le facciamo», ha ribadito.
«L'ostruzionismo è il tentativo di buttare tutto in aria ma con tutti gli strumenti del regolamento porteremo a casa le riforme. Gli strumenti regolamentari ci sono, Grasso decida se utilizzarli e come», ha proseguito Renzi. «Grasso», ha spiegato ancora il premier, «è sopra le parti, abbiamo avuto una discussione sulla riforma ma oggi è presidente del Senato, anche lui in cuor suo condivide che davanti alle immagini dei senatori che frenano gli italiani mi dicono 'vai avanti'. L'ostruzionismo è il più grande spot per parlare male del Senato».
«JOB ACT? OBIETTIVO È FARCELA ENTRO NATALE». Renzi ha poi fissato i tempi della riforma del Lavoro: «Il nostro auspicio è farcela entro Natale ma se tra sei mesi, a gennaio, non ci sarà stata la riforma del lavoro avranno avuto ragione i pessimisti. Io dico che le novità saranno evidenti e chiare».

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