LA REAZIONE 24 Luglio Lug 2014 1840 24 luglio 2014

Riforme, sulla tagliola protesta dei partiti di opposizione

Parlamentari di M5s, Lega e Sel al Quirinale contro il voto l'8 agosto.

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Un centinaio di parlamentari di M5s, Sel, Lega e gruppo misto di Camera e Senato si sono riuniti nei pressi di Palazzo Madama e poi si sono recati in corteo fino al Quirinale per chiedere di essere ricevuti dal capo dello Stato Giorgio Napolitano e protestare sulla «tagliola» decisa dalla maggioranza in merito al dibattito sulle riforme. Anche se, regolamento del Senato alla mano, vista la mole di emendamenti sarà difficile che la scadenza dell'8 agosto fissata dal governo sia rispettata.
I deputati pentastellati avevano comunque abbandonato l'Aula della Camera in segno di protesta al grido dell'hashtag #riprendiamocilademocrazia.
BOSCHI: «L'ULTIMA PAROLA AI CITTADINI». Poco prima del sit in dell'opposizione in un tweet rivolto ai contestatori della riforma (e ritweettato dal premier Matteo Renzi) il ministro Maria Elena Boschi ha dunque aperto a un referendum dei cittadini in ogni caso.

DE PETRIS: «OTTENUTA ATTENZIONE». «Siamo stati ricevuti dal Segretario generale Marra che ci ha assicurato che riferirà al capo dello Stato quanto detto. Abbiamo espresso le nostre perplessità e abbiamo ottenuto attenzione», hanno detto Loredana De Petris di Sel in rappresentanza del Gruppo Misto, Vito Petrocelli del M5s e Gianmarco Centinaio della Lega dopo essere stati ricevuti al Quirinale.

M5S: «NAPOLITANO FERMI LO SCEMPIO». Napolitano «fermi questo scempio, restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. È l'ultima opportunità per Napolitano di dimostrare che è il capo di tutti gli italiani e non solo di una parte. Se rimarrà sordo a questo ultimo grido di allarme nulla sarà più come prima», hanno scritto in una nota congiunta i deputati e senatori del Movimento 5 stelle.
«UN ALTRO COLPO GRAVISSIMO ALLA DEMOCRAZIA». «Oggi abbiamo assistito a un altro colpo gravissimo che il governo, con arroganza e disprezzo di ogni regola democratica, ha inferto al Senato e alle opposizioni: una tagliola inaccettabile, che fa carta straccia dell'articolo 72 della Costituzione e impone la votazione della riforma costituzionale entro l'8 agosto senza possibilità di avere una discussione nel merito in Aula».
Il premier Matteo Renzi ha immediatamente risposto con un'intervista al Corriere. «In Italia», ha detto il presidente del Consiglio, «c’è un gruppo di persone che dice “no!” da sempre. E noi, senza urlare, diciamo “sì!”». Poi ha messo in guardia: «Piaccia o non piaccia, le riforme le faremo!».

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