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PALAZZO MADAMA 24 Luglio Lug 2014 1629 24 luglio 2014

Riforme, tagliola contro ostruzionismo: si vota entro l'8 agosto

Gasparri: «Avanti con tagliola».

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Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, e il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi.

Serviva un'accelerata ed è arrivata. La conferenza dei Capigruppo ha deciso di sfondare il muro dell'ostruzionismo sulle riforme col contingentamento. L'ha annunciato Maurizio Gasparri (Forza Italia), al termine della riunione. «Si vota entro l'8 agosto», ha detto il senatore.
OPPOSIZIONI IN CORTEO AL COLLE. La «tagliola» ha però scatenato le proteste dei partiti dell'opposizione. I deputati del M5s hanno abbandonato l'Aula di Montecitorio. E poi un centinaio di parlamentari grillini, della Lega Nord, di Sel e gruppo misto di Camera e Senato si sono riuniti nei pressi di Palazzo Madama per andare in Corteo sotto al Quirinale per chiedere di essere ricevuti dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
«È una decisione grave e irresponsabile. In Aula daremo battaglia», ha commentato a caldo la senatrice di Sinistra ecologia libertà, Loredana De Petris. Davanti alle telecamere si sono presentati anche i capigruppo di Lega e Movimento 5 stelle, Gianmarco Centinaio e Vito Petrocelli, che hanno definito l'esito della Capigruppo «uno dei soliti giochetti di Renzi».
DE PETRIS: «IRRESPONSABILE». De Petris ha aggiunto: «Credo che l'Aula avrà qualcosa da dire adesso. Abbiamo presentato la nostra proposta con l'elenco delle questioni fondamentali; e questa nostra proposta non è stata presa assolutamente in considerazione. Quindi hanno operato con il contingentamento dei tempi. Noi lo riteniamo molto grave, tra l'altro mettono a rischio la approvazione dei decreti» in scadenza. «Riteniamo irresponsabile che per una revisione costituzionale, davanti alla nostra disponibilità di discutere nel merito, hanno scelto la strada di accelerare i tempi e tagliare la discussione. Questo è molto grave perché stiamo discutendo della costituzione», conclude.
BOSCHI: NO RINVIO A SETTEMBRE. D'altra parte la posizione della maggioranza è sempre stata chiara: «Il governo è sempre disponibile a migliorare il testo, ma non a stravolgerlo», aveva detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che ha bocciato un rinvio a settembre della approvazione da parte del Senato: «Andiamo avanti. Non è serio fare ostruzionismo in questo modo, ne va della dignità anche di questa istituzione».
Il ministro, più tardi, ha aggiunto su Twitter: «L'ultima parola sulle riforme sarà dei cittadini: referendum comunque! #noalibi».

DIALOGO SOLO CON TAGLIO EMENDAMENTI. Boschi aveva aggiunto che il governo è «disponibile ad approfondire nel merito alcuni punti, ma non soggiacendo al ricatto di 7.800 emendamenti. Se ci sarà un sostanzioso taglio, noi siamo disponibili».
SACCONI MINACCIA TAGLIOLA. Così si è deciso di dar seguito alle minacce arrivate in mattinata da Maurizio Sacconi e Luigi Zanda. «O vengono ridotti drasticamente gli emendamenti entro il 9 agosto o viene utilizzato l'articolo 55 che regola i tempi di discussioni», aveva detto il senatore del Nuovo centrodestra. «In ogni caso la maggioranza è determinata a ottenere il voto sul ddl prima della pausa estiva».
Una posizione ribadita anche dal capogruppo dem: «Per la quinta volta il Pd ha fatto appello a tutti i gruppi per una riduzione molto consistente degli emendamenti. L'auspicio che l'appello venga accolto, ben sapendo che, così come sono legittime forme di ostruzionismo, il nostro regolamento prevede anche forme di contingentamento dei lavori. Intendo l'articolo 55 del regolamento che prevede di contingentare i tempi».

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