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CAOS 24 Luglio Lug 2014 1402 24 luglio 2014

Ucraina, governo spaccato: verso elezioni anticipate

Il patto di maggioranza cade. Si dimette il premier Yatseniuk.

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Il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turcinov.

La coalizione di governo nel parlamento ucraino si è disintegrata. Il primo ministro ucraino Arseni Yatseniuk ha annunciato le sue dimissioni dopo la fuoriuscita di due partiti dalla coalizione parlamentare, il partito Udar dell'ex campione di boxe Vitaliy Klitschko e il partito nazionalista Svoboda, che hanno abbandonato la coalizione stamattina. La decisione di Yatseniuk apre la porta a elezioni legislative anticipate. Secondo la legge ucraina, si voterà se entro 30 giorni il parlamento non riuscirà a formare una nuova coalizione in grado di governare.
YATSENIUK: «SITUAZIONE DRAMMATICA». «Annuncio le mie dimissioni, tenuto conto della rottura della coalizione parlamentare, che blocca le iniziative del governo», ha detto Yatseniuk. Lo scioglimento della maggioranza, ha aggiunto, «avrà conseguenze drammatiche per il Paese. Il nostro governo non ha risposte alle domande su come pagare domani gli stipendi, come finanziare l'esercito», ha aggiunto il premier dimissionario, con evidente riferimento alle difficoltà dell'esercito impegnato nei combattimenti contro i separatisti nell’Est del Paese.
«NON VOTATE LEGGE IMPORTANTI». Yatseniuk ha sottolineato che leggi importanti non sono state votate a seguito della rottura della maggioranza: «Chi voterà leggi impopolari avendo in testa le elezioni?... È inaccettabile cambiare le sorti del Paese per interessi politici ristretti. È un crimine morale e politico».
POROSHENKO: «IL PARLAMENTO VOTI LEGGI CRUCIALI». Il presidente ucraino Petro Poroshenko, in un comunicato sul sito della presidenza, ha definito la fuoriuscita dei due partiti dall'esecutivo «un segno che una parte dei parlamentari sente ed è guidata dagli umori della gente ... che vuole un totale rimodellamento del sistema di potere». Poroshenko ha inoltre avvertito che il collasso della coalizione non deve impedire al parlamento di votare leggi cruciali che prevedono, tra l'altro, incrementi di spese per il funzionamento dell'esercito e per ricevere ulteriori finanziamenti dalle istituzioni internazionali. Dopo aver dato le dimissioni Yatseniuk, brillante economista di 40 anni, ha rivolto forti critiche ai parlamentari che oggi non sono stati in grado di approvare due leggi: una prevedeva incrementi fiscali per reindirizzare le entrate per spese militari, l'altra consentiva l'accesso di investitori occidentali nella gestione dei gasdotti ucraini.
YATSENIUK IN CARICA FINO ALLE ELEZIONI. Secondo politologi ucraini Yatseniuk dovrebbe comunque rimanere in carica come premier ad interim fino alle elezioni anticipate. Dopo la fuga dell'ex presidente Viktor Yanukovich, l'Ucraina in maggio ha eletto il nuovo capo di stato. Invece la composizione del parlamento era rimasta intatta, con rappresentanti del Partito delle regioni di Yanukovic e del Partito comunista, accusati di sostenere separatisti filorussi in Ucraina orientale.
A KIEV PROCESSO CONTRO IL PARTITO COMUNISTA. Sempre giovedì 24 luglio, intanto, il tribunale di Kiev ha iniziato la procedura penale contro il Partito comunista per la causa presentata dal ministero della Giustizia: esponenti del partito sono accusati di «sostegno all'annessione russa della Crimea» e di partecipazione alla creazione delle «repubbliche autoproclamate» di Lugansk e Donetsk.
NELL'EST CONTINUA L'OFFENSIVA DELL'ESERCITO. Nell'Est del Paese intanto continua l'offensiva dell'esercito ucraino. Le forze armate, secondo il portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza e di difesa, Andri Lisenko, sono entrate nella città di Lisichansk (regione di Lugansk) circondando i ribelli. Secondo Lisenko, milizie appoggiate da uomini del Cremlino hanno liberato 150 prigionieri da una delle colonie penali nella zona attualmente sotto il loro controllo.

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