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RIFORME 25 Luglio Lug 2014 2000 25 luglio 2014

Camere di Commercio, taglio pagamenti diluito

Decreto Pa, più poteri a Cantone. Assunti 1.000 vigili del fuoco.

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Montecitorio, sede della Camera dei deputati.

Boccata d'ossigeno per le Camere di Commercio, che il 25 luglio hanno ricevuto la notizia del dimezzamento dei pagamenti versati dalle imprese diluito in tre anni, anche se la prospettiva resta l'abolizione del diritto.
Non è andata bene, invece, ai magistrati, che hanno visto ridursi ulteriormentei margini per fare una carriera parallela.
Maggiori poteri per il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che può proporre al prefetto commissariamenti anche nel caso in cui il procedimento penale non sia stato ancora aperto, sempre in materia di contratti pubblici a rischio.
MODIFICHE IN COMMISSIONE. Sono alcune delle principali novità arrivate con il passaggio del decreto legge Pa in commissione Affari costituzionali alla Camera.
Restano ancora alcuni nodi, che potrebbero essere sciolti tra la notte del 25 luglio e il 26. Il dl, infatti, deve essere pronto per lunedì 28, quando il provvedimento è atteso nell'Aula di Montecitorio, dove la fiducia è tutt'altro che esclusa.
Una delle modifiche più attese era proprio la divisione in tre tranche del taglio dei diritti camerali, con il dimezzamento secco che è così stato spalmato: -35% nel 2015, -40% nel 2016 e -50% nel 2017.
Le Camere di Commercio hanno un po' più di tempo per riorganizzarsi e far fronte ai mancati introiti. Nel primo anno invece di trovarsi con un 'buco' da circa 400 milioni, devono gestire un ammanco di 250 milioni. I sindacati dei lavoratori impiegati nel sistema camerale, circa 10 mila persone, considerano lo scaglionamento «un primo risultato» della loro mobilitazione, che li aveva portati a scendere in piazza.
MAGISTRATI FUORI RUOLO SE HANNO INCARICHI IN PA. Probabilmente però i cambiamenti più pesanti toccano i magistrati, quanti ricoprono incarichi in uffici di diretta collaborazione con la Pa, pure se solo di consulenza giuridica, non possono più godere dell'aspettiva, devono quindi per forza andare fuori ruolo, posizione per cui gli spazi non sono infiniti (la durata massima è di 10 anni). E la norma ha, per così dire, valore retroattivo: da settembre, quando entra in vigore il decreto, il beneficio dell'aspettativa cessa per tutti.
Nel provvedimento di riforma della Pa c'è anche un capitolo Anticorruzione, che è stato rivisto, su proposta del governo. Un emendamento dà ora al presidente dell'Anac il potere di proporre al prefetto una gestione straordinaria del contratto d'appalto o, viene aggiunto, della concessione, a rischio, anche nei casi in cui non sia già oggetto di procedimento penale.
DA RISOLVERE I PENSIONAMENTI DELLA SCUOLA. Le pubbliche amministrazioni possono inoltre procedere a pensionamenti d'ufficio del personale, motivando la scelta con esigenze organizzative e senza recare pregiudizio ai servizi. Affinché non ci siano penalizzazioni l'uscita non può avvenire al di sotto dei 62 anni e dei 65 per medici e professori universitari.
Resta ancora aperta la questione 'quota 96', affrontata da un emendamento, che consentirebbe di sbloccare 4 mila pensionamenti nella scuola. Si tratta degli insegnanti rimasti intrappolati a lavoro dopo la riforma Fornero, che non ha tenuto conto della data di pensionamento nel settore, legata all'anno scolastico e non a quello solare.
C'è una proposta, sottoscritta da molti parlamentari, che stabilisce l'uscita già da settembre dei docenti pensionabili, aprendo così anche alla possibilità di nuove assunzioni. Intanto il passaggio parlamentare ha già previsto 1.000 nuovi vigili del fuoco e uno scorrimento più veloce delle graduatorie per le Forze di polizia, in vista di Expo 2015.

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