Veneto Giancarlo Galan 140618172809
INTERROGATORIO 25 Luglio Lug 2014 2138 25 luglio 2014

Galan non risponde al gip e deposita un memoriale

Non risponde al gip e deposita memoria.

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Giancarlo Galan è stato presidente della Regione Veneto dal 26 giugno 1995 al 13 aprile 2010.

L'ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, arrestato la sera del 22 luglio nell'ambito dell'inchiesta della procura di Venezia sul Mose,non ha risposto alle domande del gip di Milano nell'interrogatorio di garanzia, ma attraverso i suoi legali ha depositato una memoria difensiva scritta di suo pugno con allegata numerosa documentazione anche relativa alla ristrutturazione della sua villa e ai conti correnti.
Il deputato di Forza Italia, interrogato nel carcere milanese di Opera per rogatoria dal gip Cristina Di Censo, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Uno dei suoi legali che era presente, l'avvocato Giuseppe Lombardino, ha depositato al giudice però un memoriale corposo e scritto dallo stesso ex ministro.
DEPOSITATE 35 PAGINE. Nelle 35 pagine della sua memoria l'ex Governatore, che già si era difeso inviando documenti alla Giunta per le autorizzazioni della Camera e in una conferenza stampa aveva bollato le accuse come «balle», cerca di smontare punto per punto le accuse e anche la «credibilità dei chiamanti in correità», ossia della sua ex segretaria Claudia Minutillo, dell'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati e dell'imprenditore-manager Piergiorgio Baita.
Secondo l'accusa, il deputato avrebbe ricevuto uno 'stipendio' da circa un milione di euro all'anno dal Consorzio Venezia Nuova, all'epoca presieduto da Mazzacurati, ma anche tanti favori, come il restauro di parte della sua villa sui colli Euganei.
E in cambio, in sostanza, avrebbe favorito i lavori del Mose eseguiti dal Cvn, accelerando gli atti amministrativi di competenza della Regione.
CONTRASTI CON L'EX SEGRETARIA. Nella memoria, però, l'ex ministro spiega, in particolare, i contrasti maturati negli anni con l'ex segretaria legati anche al fatto che, come ha chiarito l'avvocato Antonio Franchini, legale dell'ex Governatore assieme a Niccolò Ghedini, Minutillo «aveva di fatto una gestione esclusiva della segreteria attraverso contatti di cui il presidente non era informato».
Nelle carte depositate Galan ha fatto riferimento anche a specifici episodi, evidenziando la sua totale estraneità a qualsiasi vicenda corruttiva.
Ha anche spiegato in sostanza, che né Baita né Minutillo e nemmeno Mazzacurati hanno messo a verbale di «avermi mai consegnato materialmente denaro» e anzi Baita ha sostenuto che «le consegne le avrebbe fatte la Minutillo» e lei, invece, «che le avrebbe fatte Baita».
NEGA I PAGAMENTI DI BAITA. Per quanto riguarda i lavori per la sua villa, Galan ha respinto fermamente l'ipotesi che siano stati pagati di fatto da Baita. «Non esiste che lui abbia pagato», è la tesi dell'ex ministro, che nella memoria ha indicato movimentazioni bancarie riconducibili a propri conti correnti che dimostrerebbero che ogni spesa è stata pagata da lui e non da altri.
La Guardia di finanza, sostiene il deputato, ha sbagliato a fare i conti, perché non ha conteggiato «numerose altre mie entrate».
E se le accuse di Mazzacurati «sono molto generiche», risulta poi dalle carte processuali, secondo la difesa, che era lo stesso Mazzacurati ad appropriarsi dei soldi.
È comodo quindi dire, secondo l'avvocato Franchini, «ho consegnato i soldi a questo o a quello per poi coprire le proprie responsabilità».
Alcuni politici di Forza Italia, intanto, sono andati a fargli visita in carcere. Lo hanno trovato «combattivo», anche se avrebbe detto «di avere chiuso con la politica».

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