Quirinale 130329220550
TAGLI 25 Luglio Lug 2014 1000 25 luglio 2014

Il Quirinale riduce i costi di quattro milioni di euro

Risparmio di 16 mln tra 2014 e 2017.

  • ...

Il palazzo del Quirinale.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato un decreto che riduce ulteriormente i costi del Quirinale. Il provvedimento permette al Tesoro la restituzione di 4 milioni di euro per il 2014. La decisione del Colle porta a 16 milioni di euro il risparmio nel quadriennio 2014-2017 e permette di stabilizzare il riequilibrio del bilancio interno sulla base di una dotazione a carico del bilancio dello Stato di 224 milioni di euro per l'intero triennio 2015-2017, pari al livello del 2007 e che porta il Colle in prima fila tra le istituzioni politiche nella corsa alle economie di gestione.
SCOPPIANO NUOVE POLEMICHE. Naturalmente la mossa di Napolitano si inserisce pienamente nella ratio del decreto di aprile che ha fissato un tetto di 240 mila euro l'anno di stipendio per i funzionari pubblici.
Norma che non è passata senza polemiche neanche troppo sotterranee da parte di quanti superavano questa soglia. Il 25 luglio, infatti, anche il premier è tornato sull'argomento accusando l'opposizione di schierarsi con questi «paperoni» del pubblico. «Non mi stupiscono i privilegiati che contestano la norma sul tetto di 240 mila di euro, mi stupiscono le opposizioni che si schierano con loro. Ma dove vivono», ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commentando la polemica sul tetto degli stipendi dei dipendenti delle Camere.

Immediata la reazione indignata di Sinistra ecologia libertà, che si è stupita di come il premier chiami dei «privilegiati» i dipendenti della Camera «sminuendone la loro alta professionalità». Renzi «farebbe bene a leggersi i resoconti dei dibattiti alla Camera e non affidarsi a qualche informazione acquisita qua e là da Twitter», ha replicato il presidente del deputati di Sel Arturo Scotto.
Il partito è stato «l'unica forza politica a presentare una proposta organica che fissa un tetto per i manager della Pa, delle partecipate, delle società quotate in Borsa e di tutte quelle che ricevono finanziamenti pubblici», ha aggiunto.
GRASSO: «NESSUN VITALIZIO AGLI EX SENATORI CONDANNATI». Intanto, nonostante sia alle prese con le polemiche roventi sulle riforme costituzionali, è intervenuto nel dibattito sui costi della politica anche il presidente Pietro Grasso.
E lo ha fatto con una proposta di forte impatto mediatico: «Prevedere nei regolamenti del Senato sui vitalizi e le pensioni dei senatori la cessazione di qualsiasi erogazione nei confronti degli ex senatori condannati in via definitiva per fatti di mafia, di corruzione e per altri reati gravi».

Correlati

Potresti esserti perso