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PARLAMENTO 25 Luglio Lug 2014 2229 25 luglio 2014

Riforme, il governo tenta la mediazione

Il premier tratta con l'opposizione.

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Matteo Renzi.

Ci sono dei punti fermi e altri su cui si può trattare. Il governo Renzi punta alla mediazione per superare l'impasse sulle riforme. Perché la tagliola e il canguro rischiano di non bastare. Bisogna trovare un qualche accordo con l'opposizione. E le proposte sono già sul tavolo.
Resta, come punto fermo, il no al Senato elettivo, ma su altri temi si può discutere e cercare di venirsi incontro, e nella proposta della maggioranza c'è anche una riscrittura dell'Italicum che potrebbe piacere a Sinistra ecologia libertà e a Movimento 5 stelle.
EURODEPUTATI PER VOTARE IL COLLE. Uno sforzo che l'esecutivo ha intenzione di fare anche per andare incontro alle indicazioni del presidente Giorgio Napolitano sulle garanzie e i contrappesi.
Il primo tema è proprio la modalità di elezione del capo dello Stato: un Senato di 100 membri consegnerebbe alla maggioranza che vince le elezioni alla Camera la possibilità di eleggersi un proprio presidente della Repubblica. Per evitare il rischio si sta pensando di allargare la platea dei 'grandi elettori' ai 73 deputati europei.
Per ora Forza Italia resiste, ma a Paolo Romani e Denis Verdini è stato fatto notare che quattro delle ultime cinque elezioni europee hanno visto Forza Italia e il Popolo dellel libertà sopravanzare il centrosinistra.
MENO FIRME PER I REFERENDUM. Altro tema oggetto della trattativa è la diminuzione delle firme, sia per i referendum sia per le proposte di legge di iniziativa popolare: per i primi si parla di farle scendere da 800 a 700 mila e per le seconde da 250 a 150 mila, mantenendo le altre innovazioni (quorum mobile per i referendum e obbligo per la Camera di esaminare i ddl di iniziativa popolare entro sei mesi).
Poi c'è l'immunità, con il governo favorevole a mantenere la sola insindacabilità (che protegge i parlamentari dai processi per le opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni): su questo ci potrebbe essere il voto favorevole di Sel e M5s. Altre norme sono più «tecniche» ma altrettanto importanti: una miglior definizione delle competenze legislative delle regioni, come chiede la Lega, e i poteri del Senato sul bilancio dello Stato.
LEGGE ELETTORALE: SOGLIE ABBASSATE. Ma oltre al ddl sulle riforme, nei colloqui tra maggioranza e opposizione è l'Italicum a tener banco. L'abbassamento delle tre soglie (quella interna alla coalizione, quella per i partiti che corrono da soli e quella per le coalizioni) è argomento al quale Sel è sensibile e che piace anche ai partiti piccoli della maggioranza.
La grande novità in arrivo riguarda però le preferenze. Silvio Berlusconi starebbe valutando la proposta di un sistema in cui varrebbero per i candidati dalla seconda posizione in giù.
RENZI A PALAZZO MADAMA. In Senato qualcuno ha parlato di una presenza di Matteo Renzi in Aula per dare il parere favorevole del governo agli emendamenti di modifica presentati dai relatori. Un Renzi che arriverebbe a Palazzo Madama non nelle consuete vesti del castigatore ma di quelle da mediatore. Ma per il momento Palazzo Chigi non ha confermato questo scenario. Si vedrà all'inizio della prossima settimana se le trattative in corso possono andare a buon fine.

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