Marianna Madia 140711211052
RETROSCENA 25 Luglio Lug 2014 1204 25 luglio 2014

Riforme, il patto del Nazareno su Pa e Giustizia

Madia e Sisto e Orlando già al lavoro.

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Marianna Madia.

Oltre alla riforma del Senato, alla nuova legge elettorale e alle modifiche del Titolo V della Costituzione, la strana alleanza tra Partito democratico e Forza Italia prosegue anche sulla riforma della Pubblica amministrazione, in vista di un lavoro ben più corposo sulla Giustizia.
GLI ACCORDI TRA SISTO E MADIA. Sul testo, suggeriscono i rumors di palazzo, sarebbero già stati chiusi alcuni accordi con la squadra di Silvio Berlusconi, che ha in Francesco Paolo Sisto l'emissario principale nel dialogo con il ministro Marianna Madia. E stando alle informazioni raccolte da Lettera43.it, le prove generali ci sarebbero già state.
Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e il titolare della Funzione pubblica avrebbero infatti raggiunto un accordo, per esempio, per il superamento del secondo comma dell'articolo 2 (quello relativo agli incarichi direttivi ai magistrati). In pratica, se nel testo originario il ministro renziano in quota AreaDem prevede che la legge sulla sostituzione di dirigenti, per non lasciare vacanti posti apicali di procure e tribunali, debba entrare in vigore subito dopo l'approvazione del decreto, con l'eventuale applicazione dell'accordo, l'iter di successione rallenterebbe immediatamente.
CSM DEPOTENZIATO. Al di là dei tecnicismi, la norma va a toccare non solo la legislazione per la scelta dei dirigenti delle procure più importanti, ma sottrae al Csm (vecchio «pallino» del Cavaliere) la possibilità di agire subito per assegnare incarichi lasciati liberi da magistrati prossimi alla pensione o che, comunque, potrebbero lasciare il loro posto.
Il testo sulla Pubblica amministrazione sarà comunque soltanto un antipasto, garantiscono le gole profonde della Camera. La ciccia vera, infatti, sarebbe riservata alla riforma della Giustizia alla quale il ministro Andrea Orlando sta lavorando da settimane.
«UN FAVORE A BERLUSCONI». Il Guardasigilli dovrebbe presentare le sue proposte in uno dei primi Consigli dei ministri di settembre, ma negli ambienti del Nazareno non proprio «favorevoli» a Matteo Renzi, sono sicuri che «piacerà più all'uomo di Arcore che agli elettori democratici». Lasciando intendere che l'influenza degli accordi con Berlusconi si farà sentire anche su un tema così delicato, e che è stato l'oggetto principale dello scontro degli ultimi 20 anni tra destra e sinistra.
MINORANZA PD SUL PIEDE DI GUERRA. Riflettori puntati, dunque, sulla Camera per il decreto sulla Pa, e su Largo Arenula per la riforma della Giustizia. Soprattutto da parte della minoranza interna al Partito democratico, che non aspetta altro che veder crollare il terreno sotto i piedi del leader.
E dal tenore delle confidenze, sembra proprio che la battaglia stia per ricominciare: «Finalmente il Patto del Nazareno sta prendendo forma».

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