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DIPLOMAZIE AL LAVORO 26 Luglio Lug 2014 1400 26 luglio 2014

Gaza, da Parigi appello per una pace duratura

Vertice internazionale: presente la Mogherini. Assente Israele.

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Segretario di Stato americano John Kerry.

Scontri di piazza da un lato, diplomazie internazionali al lavoro dall'altro.
Poche ore prima che scoppiassero nuove tensioni a margine dell'ennesima manifestazione filo-palestinese vietata dalla questura, Parigi è stata questa mattina il crocevia di intense trattative diplomatiche per «tentare di costruire una tregua duratura a Gaza».
APPELLO TREGUA DURATURA. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, insieme al segretario di Stato Usa, John Kerry, alla collega italiana Federica Mogherini, e agli omologhi di diversi Paesi, tra cui Turchia e Qatar, hanno lanciato un appello affinché l'accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas, che sarebbe scaduto alle 20 locali, fosse prolungato per «24 ore rinnovabili».
Un'iniziativa che almeno apparentemente sembra aver portato qualche frutto. Visto che poco dopo Israele ha deciso di prorogare la tregua umanitaria a Gaza di quattro ore, fino alle 24.
ORIENTAMENTI COMUNI PER GAZA. Il mini-vertice parigino, ha riferito Fabius al termine di lavori, «ha permesso di esprimere orientamenti comuni per l'azione internazionale in favore di un cessate il fuoco a Gaza. Tutti chiediamo alle parti il prolungamento del cessate il fuoco umanitario'' di 12 ore che è ''attualmente in vigore per 24 ore rinnovabili».
Inoltre Fabius ha ribadito che «tutti vogliamo ottenere il più presto possibile un cessate il fuoco duraturo e negoziato che risponda ai bisogni legittimi israeliani in termini di sicurezza e ai bisogni legittimi palestinesi in termini di accesso e di sviluppo socio-economico».
KERRY: «LAVORIAMO SU QUESTIONE TUNNEL». Da parte sua, Kerry, ha detto di capire la volontà israeliana di proseguire le operazioni contro i tunnel in cui Hamas nasconde e le armi e da cui partono gli attacchi verso il cuore di Israele.
«Capisco che Israele non possa firmare un cessate il fuoco senza che la questione dei tunnel non venga risolta. Lo capiamo e ci lavoriamo», ha detto Kerry, aggiungendo: «Allo stesso modo, i palestinesi non possono accettare un cessate il fuoco che confermi lo statu quo».
Per il responsabile Usa, serve dunque un'intesa che consenta anche ai palestinesi di «vivere nella dignità», circolare liberamente e non subire violenze.
MOGHERINI: «FERMARE PERDITA DI VITE». «In questo momento», ha affermato da parte sua Federica Mogherini, «la priorità è fermare la perdita di vite umane, soprattutto quella di civili e bambini a Gaza».
«In questa direzione», ha assicurato il ministro, «andranno gli sforzi politici di tutte le nostre diplomazie. Lavoreremo in modo ancora più coordinato sentendoci in modo costante».
La titolare della Farnesina ha quindi spiegato che l'obiettivo è «arrivare non solo all'estensione del cessate il fuoco in vigore attualmente ma anche ad un cessate il fuoco negoziato che possa essere sostenibile e possa nel frattempo consentire alla comunità internazionale di migliorare le condizioni di vita dei cittadini palestinesi sia a Gaza sia in Cisgiordania».
QATAR: «STOP A BLOCCO DI GAZA». Mentre il capo della diplomazia del Qatar, Khaled al-Attiya, ha evidenziato l'urgenza di porre fine al blocco di Gaza, che dura da otto anni.
Da parte sua, il capo della diplomazia tedesca, Frank-Walter Steinmeier, anch'egli presente, ha insistito sull'urgenza di tornare a trattative per «una soluzione a due Stati. Ma per questo serve il coraggio delle due parti».
ASSENTI EGITTO E ISRAELE. A Parigi, i grandi assenti erano i ministri degli Esteri di Israele e Palestina, nonché dell'Egitto, il Paese che più di tutti ha operato per un cessate il fuoco.
Ma fonti del Quai d'Orsay riferiscono di due telefonate che Fabius avrebbe fatto al termine del mini-vertice. La prima col suo omologo egiziano, la seconda con Abbas. «Entrambi hanno condiviso gli obiettivi e le conclusioni della riunione», hanno assicurato a Parigi.

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