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POLITICA 26 Luglio Lug 2014 2218 26 luglio 2014

Spagna, Pedro Sanchez eletto segretario Psoe

Il 42enne eletto dopo le primarie. «Renzi è il mio riferimento».

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Il nuovo segretario del Psoe Sanchez.

Unitàà, rinnovamento e speranza per la Spagna. Sono gli auspici di Pedro Sanchez, nuovo leader del partito socialista spagnolo, incoronato dal congresso strarodinario del 26 luglio come quinto segretario generale del Psoe per tentare un riscatto dopo il tonfo delle europee.
E che nominerà in queste ore la nuova direzione esecutiva che lo affiancherà in vista delle elezioni municipali, regionali e politiche del 2015. RENZI PUNTO DI RIFERIMENTO. Sanchez ha parlato alla Spagna con lo sguardo rivolto all'Italia, apripista con Matteo Renzi del progetto riformista. «Ho due punti di riferimento nel mio partito, in Spagna e in Europa: Felipe Gonzalez e Matteo Renzi. Entrambi hanno riunito due qualità: essere di sinistra e riformista», ha esordito il neo segretario nel suo primo intervento, che ha subito trovato una sponda nel premier italiano.
VIDEOMESSAGGIO DI RENZI. «Abbiamo bisogno di voi», ha detto Renzi in un videomessaggio, in cui ha esortato i socialisti spagnoli a «recuperare le bellezza della politica, non solo il rigore e l'austerità» ricordando che «potremo portare la sinistra europea a vincere di nuovo solo se staremo uniti».
SCONOSCIUTO FINO A MAGGIO. Solo a maggio 2014 fa Pedro Sanchez, 42enne madrileno, telegenico, dal sorriso aperto e i modi dialoganti, padre di due figli, dottore in economia, con esperienza imprenditoriale e una carriera politica di seconda fila, era sconosciuto ai più. Al 'rottamatore', uscito vincitore con 62.500 voti dalle uniche primarie convocate nella sua storia, un Psoe ai minimi storici dopo la perdita di 2,5 milioni di voti alle ultime europee ha affidato il compito di tracciare il cammino della rinascita.
E di recuperare un elettorato di sinistra provato dalla prolungata crisi, deluso dalle politiche liberiste e in parte emigrato verso il partito degli 'indignados', Podemos.
VICINO A ZAPATERO. A metà fra l'idealista Zapatero e il pragmatico segretario uscente Rubalcaba, Sanchez sembra avere il profilo di cui ha bisogna il Psoe per riproporsi come partito di governo, in un Paese dove le ultime tornate elettorali hanno segnato sempre più la fine dell'alternanza bipartitica con il PP al governo e l'aumento del peso dei partiti minori.
ERA RIMASTO SEMPRE IN FONDO. Annoverato fra i 'chicos de Blanco', il gruppo facente capo a José Blanco, l'ex braccio destro di Zapatero, il neo segretario era rimasto sempre in fondo o ai margini delle liste nelle tornate elettorali del 2008 e del 2011.
L'exploit alle primarie, inizio luglio, dopo aver bruciato 45.000 km sulla sua Peugeot 407, battendo in lungo e largo tutto il Paese.
E dopo l'imprimatur e il sostegno ricevuto nell'unico feudo socialista superstite, l'Andalusia, dal presidente Susana Diez, che ha rinunciato alla leadership nazionale ma è indicata da tutti come il segretario nell'ombra del partito della rosa.
IL 28 INCONTRO CON RAJOY. «Abbiamo la responsabilità di essere quello che siamo, l'alternativa di sinistra», ha ammonito Susana Diez nell'inaugurare, da presidente, il congresso.
Lunedì 28 luglio, al suo primo appuntamento istituzionale, Sanchez è atteso dall'incontro con il premier Mariano Rajoy, con il quale dovrà innanzitutto concordare una linea per evitare lo strappo catalano.
Il neo segretario dei socialisti è per una riforma costituzionale in senso federale, per integrare le aspirazioni indipendentiste della Catalogna.

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