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MESSAGGIO 26 Luglio Lug 2014 2330 26 luglio 2014

Ue, Renzi al nuovo Psoe: «Uniti per cambiare»

«Meno austerity e più lavoro». E fa diplomazia sulle nomine.

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Matteo Renzi.

I socialisti europei devono unire le forze «per fare un'Europa diversa», un'Europa «delle famiglie e del lavoro», più che «dei burocrati e delle banche». Continua a tessere la sua tela per rinsaldare l'asse dei progressisti, Matteo Renzi. Anche in vista delle nomine ai vertici Ue.
E nel giorno dell'incoronazione del 40enne Pedro Sanchez alla guida del Partito socialista spagnolo, in un messaggio video inviato a Madrid ribadisce la necessità di cambiare la rotta di una Ue solo di «rigore e austerità».
INVITO A SANCHEZ A «UNIRE LE FORZE». Come Manuel Valls in Francia, il nuovo segretario del Psoe Pedro Sanchez si iscrive a pieno titolo nella nuova generazione progressista che avanza in Europa. E proprio a Renzi dice di guardare come esempio di «sinistra riformista». «Ti aspetto a Roma», lo invita il premier italiano, nell'augurargli buon lavoro. Ma soprattutto Renzi gli chiede di unire le forze e assumere insieme la «grande responsabilità» di provare a «cambiare» l'Ue smettendola di parlare il linguaggio dell'austerità con le «slide dei tecnici» ma ripristinando il primato della politica contro «l'esercito dei rassegnati».
RENZI NON VUOL BRUCIARE MOGHERINI. In primo piano c'è l'obiettivo di dare all'Europa un passo diverso per provare a uscire dalla crisi abbracciando le bandiere del lavoro e dei diritti. Sullo sfondo c'è la partita delle nomine al vertice delle istituzioni Ue, che sono destinate a decidere gli equilibri per i prossimi anni tra il partito dell'austerity e quello della flessibilità. Il 25 luglio Renzi di nomine ha parlato con il nuovo presidente della commissione, Jean Claude Juncker. Ma l'intento del premier, ribadiscono da Palazzo Chigi, è «non mettere un nome sul tavolo finché non c'è certezza» di quale casella toccherà all'Italia. La candidata, spiegano, resta Federica Mogherini alla guida della Politica estera e di sicurezza comune. Ma il premier non vuole bruciarla e farla così «crocifiggere».
PARTITA SULLE NOMINE UE COMPLICATA. La partita delle nomine, in vista del Consiglio europeo straordinario del 30 agosto, è infatti molto complicata, spiegano fonti comunitarie. Perché il puzzle da comporre deve fare i conti con l'intreccio delle aspirazioni dei singoli stati e delle 'famiglie' progressista e popolare. E non è così scontato che alla stretta finale regga l'asse tra i leader del Pse. Il presidente francese Francois Hollande, che vede scendere le quotazioni di Moscovici alla guida degli Affari economici, potrebbe al dunque decidere di puntare proprio al posto di 'Mr Pesc', si ragiona. E ottenere il via libera di Angela Merkel, sul tradizionale asse tra Francia e Germania. A quel punto, viene spiegato, le cose per l'Italia si complicherebbero non poco.

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