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DICHIARAZIONI 27 Luglio Lug 2014 1337 27 luglio 2014

Forza Italia, Toti: «Cav non sarà candidato premier»

Il consigliere politico: «Primarie probabili».

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Giovanni Toti.

Nel destino di Silvio Berlusconi non c'è un'altra candidatura a premier. Ad affermarlo, il 27 luglio, è stato Giovanni Toti, consigliere politico del Cav, intervenuto nel corso della rassegna cultura Ponza D'Autore. «È evidente che non potrà essere lui. Stando così le cose, a causa della sentenza sul processo Mediaset che riteniamo ingiusta ma che, comunque, c'è, e stando la conseguente applicazione della legge Severino, Berlusconi non può candidarsi».
«PARTITI DELEGITTIMATI». Si apre dunque il nodo della successione: «Come verrà scelto il nuovo candidato premier? Probabilmente con lo strumento delle primarie, che non per forza però sono lo strumento migliore. Solo in Italia dove i partiti sono particolarmente delegittimati - per colpa loro, perché hanno dato pessimi esempi - le primarie sono viste come la panacea».
Toti ha continuato: «Io non sono contrario alle preferenze, non avrei paura a correre alle primarie, ma sono comunque uno strumento da usare con cautela per selezionare la nuova classe dirigente».
ULTIMA SPERANZA STRASBURGO. Al momento sembra esserci una sola certezza: «Se la sentenza della Corte Europea non ribalterà la situazione, evidentemente non potrà essere Berlusconi il candidato e di conseguenza potranno essere le primarie di coalizione».
Ma se da Strasburgo arrivasse una decisione favorevole all'ex premier lo scenario certamente cambierebbe. Toti ha comunque ribadito come oggi Berlusconi sia comunque «alla guida di Forza Italia e resti il leader più forte del centrodestra».
IL CAV CERCA LA FEDERAZIONE DEI MODERATI. Intanto il Cav prosegue nella sua difficile opera di riunificazione del Centrodestra. L'idea del cavaliere sarebbe quella di 'federare' l'area dei moderati anche per provare a far uscire le riforme dalla palude dell'ostruzionismo. Insomma, agli ex Pdl ha detto: decidiamo la confezione e poi la riempiamo con i contenuti (che sono per esempio i nostri valori, meno tasse e burocrazia), intanto portiamo a casa la cancellazione del bicameralismo perfetto.
Un'apertura alla quale Angelino Alfano non vuole e, sicuramente per ora, non può che rispondere con una chiusura, lasciando intendere che al governo, per i prossimi 1000 giorni, intende starci con i piedi ben piantanti dentro. Uno spiraglio, per il futuro, rimane: quello di modifiche all'Italicum, in versione preferenze.
PRONTI A RIDISCUTERE LA LEGGE ELETTORALE. Sul punto l'ex premier avrebbe già avviato un ragionamento, stando a sentire le parole del consigliere politico Toti: quando la legge elettorale tornerà in discussione «ci siederemo attorno a un tavolo al Senato e analizzeremo le proposte di modifica con spirito costruttivo».
Emendamenti al Patto del Nazareno, che Toti ha assicurato è scevro da «clausole segrete», come contropartita per la reunion dei cugini fuoriusciti dal Pdl (all'orizzonte potrebbe esserci un nuovo incontro tra il cavaliere e Matteo Renzi).
Tra le riflessioni portate avanti, dentro Forza Italia, c'è l'intenzione di voler comunque andare avanti con il progetto.

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