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POLITICA 27 Luglio Lug 2014 0953 27 luglio 2014

Serracchiani: «Se non si faranno le riforme penseremo alle urne»

Il vicesegretario del Pd apre all'ipotesi voto.

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Debora Serracchiani (Pd).

Il vicesegretario del Partito democratico, Debora Serracchiani, non cede sulle riforme. «Gli emendamenti sono un esercizio di democrazia, ma non quando se ne presentano 8 mila anche sul nome Duma o Gilda. Certo le opposizioni non otterranno l'elettività del Senato, questo è un punto fermo su cui il testo è già bilanciato. Senza gli 8 mila emendamenti», ha dichiarato in un'intervista al Messaggero, si sarebbero potuti fare aggiustamenti pure sul referendum. Ma così... Quanto alla legge elettorale, c'è un accordo con altre forze politiche. Ma margini ci sono perché il testo sia condiviso il più possibile».
«SBLOCCHEREMO LE INFRASTRUTTURE». La presidente del Friuli Venezia Giulia ha sottolineato: «Se non si riesce a fare le riforme bisogna pensare al voto». Sulla riforma della Giustizia, invece, «bisogna dare certezza di regole e tempi a chi investe», ha detto Serracchiani.
«Anche la riforma dei Beni culturali è importante: le soprintendenze non riescono più neppure a difendere il patrimonio, sono un meccanismo borbonico».
Quanto alle infrastrutture, «sbloccheremo le opere con copertura finanziaria».
«TAVECCHIO RINUNCI». Intervistata anche da Repubblica, Serracchiani è intervenuta sul caso Tavecchio. «Rinunci alla candidatura alla presidenza della Figc. Chiunque ambisca a ricoprire un ruolo pubblico dentro sedi istituzionali è obbligato ad assumersi certe responsabilità, anche nell'uso delle parole. Che non sono accidenti, ma sostanza», ha dichiarato. «Le parole di Tavecchio sono la fotografia di quello che non possiamo più permetterci di essere. Lo sport, come la politica», ha concluso, «ha bisogno di buoni esempi».

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