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MAMBO 28 Luglio Lug 2014 0947 28 luglio 2014

Gaza, perché Israele sta sbagliando tutto

Troppe vittime innocenti: il mio dissenso verso le scelte del governo di Tel Aviv è netto e radicale.

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Beit Hanun: il 24 luglio un raid israeliano ha colpito una scuola dove c'erano numerosi sfollati.

Credo di avere i titoli per definirmi un buon amico di Israele.
Una decina di viaggi, la presidenza dell'associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, prese di posizione pubbliche molto nette, incomprensioni nel mio campo e momenti di scontro aperto con il mio amico Massimo D'Alema, una condanna penale e un risarcimento danni inflittimi dal tribunale di Roma per aver difeso Fiamma Nirenstein da una bruttissima vignetta di Vauro.
Al processo ci sono andato con i miei avvocati e se la prossima sentenza confermerà le accuse, pagherò da me la sanzione, come è normale che sia. E altro ancora credo di aver detto e fatto per Israele.
TROPPE VITTIME INNOCENTI. Lo scrivo perché in queste settimane il mio dissenso verso le scelte del governo di Tel Aviv è netto e radicale, esattamente come netto è l'amore per quel Paese.
Non c'è alternativa alla ricerca faticosa e a caro prezzo della pace.
L' intervento di terra a Gaza sta provocando vittime innocenti che faranno nascere altro odio. Ho un bambino di 12 anni e due nipoti pressocché della stessa età, non posso pensare che i loro coetanei a Gaza vivano e muoiano sotto le bombe o siano senza casa per bombardamenti indiscriminati o di rappresaglia.
Mi è ben chiaro quali siano le colpe gravi di Hamas. Non andrei sottobraccio per le strade di una città mediorientale con alcun esponente del vasto mondo estremistico e radicale mussulmano.
A TEL AVIV PESSIMO GRUPPO DIRIGENTE. Tuttavia so che la scelta che ha fatto il governo di Israele potrà essere vittoriosa sul terreno militare, ma provocherà troppe vittime innocenti e avvolgerà ancora di più il Paese nell'odio dei suoi vicini e favorirà la terribile rinascita di fenomeni inaccettabili di antisemitismo in Europa.
Mi sono fatto l'idea che per ragioni che non posso scrivere in queste poche righe, Tel Aviv abbia il peggior gruppo dirigente della sua storia.
Israele ha avuto leader guerrieri, di sinistra e di destra, ma ha sempre cercato una via d'uscita, ha fatto da sola ma non ha sfidato il mondo.
Oggi vedo su Facebook tanti amici italiani non ebrei che si schierano anche con questo passaggio errato di Bibi Nethanyau. Non li capisco, non capisco come possa sfuggire loro che non siamo di fronte ai buoni contro i cattivi perché c'è di mezzo la povera gente, con cui dobbiamo solidarizzare esattamente come solidarizziamo con gli israeliani minacciati.
Toglietevi dalla testa che Israele sia per un mondo di sinistra e di destra l'Unione sovietica del Sol dell'avvenire del nuovo millennio.
ISRAELE DIFENDA ANCHE I FIGLI PALESTINESI. È un Paese che amiamo ma che non possiamo amare se smette di comportarsi come potenza responsabile, se perde di vista l'umanità delle sue vittime.
Io difendo Israele e continuerò a farlo, ma voglio far parte di quel mondo israeliano che sogna una leadership ragionevole che cerchi davvero di realizzare il sogno dei due Stati, che chieda protezione per i propri figli ma si ricordi che ci sono figli dall'altra parte.
Questa Israele che si presenta con i connotati dei coloni che hanno bruciato vivo un ragazzo palestinese o con il rumore dei suoi carri armati e delle sue bombe, nonché delle sue ruspe contro le case dei palestinesi, non mi piace, ne mi piacerà mai, nessuna situazione di emergenza mi spingerà a girarmi dall'altra parte.
Se Israele mi vuole come amico deve fare gesti di umanità come tanta parte della sua cultura, tanti civli israeliani e probabilmente tanti militari, chiedono.
Dire questo non vuol dire sottovalutare il pericolo mortale che corre né dare un vantaggio anche mediatico ad Hamas.
Hamas rientrerà fra gli interlocutori di quelli come me se smetterà col terrorismo e accetterà l'esistenza dello Stato di Israele. Ma Tel Aviv non si incattivisca.
Io personalmente non voglio amici cattivi, né fra le persone né fra gli Stati.

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