Consulta 140115143030
MAGISTRATURA 28 Luglio Lug 2014 1120 28 luglio 2014

Presidente Consulta: sfida Tesauro-Criscuolo

La Corte vota mercoledì 30 luglio. Cassese non è interessato.

  • ...

Giudici della Corte costituzionale.

In attesa che il parlamento provveda all'elezione di due giudici costituzionali (e degli otto membri laici del Consiglio superiore della magistratura) - questione che ormai sembra destinata a slittare a settembre - la Consulta si appresta a indicare il suo nuovo presidente dopo che quello precedente, Gaetano Silvestri, ha terminato il suo mandato il 28 giugno.
DUBBI SU PRESIDENZA BREVE. La mattina di mercoledì 30 luglio, infatti, la Corte ha in programma di riunirsi per scegliere, tra i propri componenti, chi la deve guidare nei prossimi mesi. Se si dovesse seguire il criterio dell'anzianità - come normalmente avviene - l'incarico sarebbe affidato o a Sabino Cassese, esperto in diritto dell'economia e diritto amministrativo, o a Giuseppe Tesauro, l'ex numero uno dell'Antitrust.
In entrambi i casi si tratterebbe di una presidenza molto breve (e le presidenze brevi sono state anche recentemente oggetto di critica), visto che tutti e due i giudici chiudono il loro mandato di nove anni il 9 novembre.
I bene informati dicono che Cassese è poco interessato a ricoprire questo ruolo. Diversamente da Tesauro, il giudice che, tra le sentenze più recenti, ha al suo attivo quella sulla fecondazione eterologa di cui tanto si continua a parlare.
CRISCUOLO: O ADESSO O A NOVEMBRE. Il suo nome è tra i favoriti insieme a quello di Alessandro Criscuolo, magistrato che ha lavorato a lungo in Cassazione: Criscuolo ha giurato in Corte Costituzionale l'11 novembre 2008 e quindi resterebbe in sella tre anni.
Se non fosse eletto ora, lo sarebbe molto probabilmente alla prossima tornata, a novembre.
Tutta aperta, invece, la questione dell'elezione di due nuovi giudici. Con l'uscita dalla Corte costituzionale di Gaetano Silvestri e del giudice Luigi Mazzella, entrambi con la stessa anzianità e di nomina parlamentare (il primo in quota centrosinistra, il secondo in quota centrodestra), le Camere devono scegliere due nuovi membri. Ma le sei convocazioni che si sono susseguite dal 12 giugno al 23 luglio, non hanno dato esito.
MANCA L'ACCORDO SUI DUE INNESTI. In parlamento, finora, non si è trovato un accordo politico sui nomi. Uno dei più accreditati, quello di Luciano Violante, si è tentato di bruciarlo facendo circolare l'ipotesi di un accordo tra Forza Italia e Partito democratico che prevedeva Niccolò Ghedini per l'altro posto vacante. Alcune fonti sostengono che Violante, in realtà, è ancora tra i papabili.
Continuano a circolare anche le voci che danno in pole l'avvocato Donato Bruno. Ma al di là dei nomi, la situazione appare in stallo e c'è il rischio che tutto sia rinviato a dopo la pausa estiva. Sia per la Consulta e sia per il Csm, i cui membri laici devono essere eletti dalle Camere in seduta comune.

Correlati

Potresti esserti perso