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POLITICA 29 Luglio Lug 2014 2059 29 luglio 2014

Sel, nel partito si temono nuove defezioni

Partito in frantumi. Nichi sempre più solo.

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Nichi Vendola.

Sinistra ecologia e libertà scricchiola pericolosamente. Il gruppo di Nichi Vendola mostra i muscoli al Pd di Matteo Renzi al Senato, ma al suo interno è già iniziata la grande fuga verso nuovi lidi.
Dopo l’addio di Gennaro Migliore e Claudio Fava per creare Led, ora anche a livello territoriale iniziano i primi esodi.
A rompere il ghiaccio sono stati i sindaci e i consiglieri comunali dell’Assemblea federale senese di Sel, che si sono dimessi in blocco dal partito, aprendo un varco a quanti cercano ancora uno spunto per mollare baracca e burattini. E come rivela una fonte bene informata a Lettera43.it, «ce ne sono tanti pronti ad abbandonare Vendola, di cui non comprendono o non condividono più la linea politica».
A SIENA PARTITO NEL CAOS. Qualcuno interno al partito suggerisce di lasciare accesi i riflettori proprio sulla Toscana, per capire l’entità della diaspora che si è aperta. Una regione simbolicamente importante per il braccio di ferro tra il governatore pugliese, Vendola, e il premier fiorentino, Renzi.
La notizia dell’addio dei dirigenti senesi è rimbalzata fino a Roma come un macigno scende per il dorso della montagna.
Proprio mentre il coordinatore nazionale, Nicola Fratoianni, confermava l’indisponibilità dei sette senatori di Sinistra ecologia e libertà a ritirare i 6 mila emendamenti che stanno bloccando l’iter della riforma di Palazzo Madama. Una decisione che ha fatto saltare i nervi al segretario del Pd che, per bocca del fedelissimo Luca Lotti, ha chiuso le porte in faccia a eventuali alleanze politiche, sia a livello nazionale che a livello locale.
FRANTOIANNI? «UN PARAC...». Una decisione che ha colto di sorpresa lo stesso dirigente di Sel, sebbene qualche suo collega di partito creda poco al suo stupore, e lontano da orecchie indiscrete, si lasci andare a ragionamenti poco politici: «Prima blocca le riforme su cui Renzi si è giocato la faccia, e poi si sorprende che gli dia il benservito? Nicola è un genio, anche se a Roma direbbero parac… Vabbè, paravento».
Tornando ai fatti, il nuovo scontro tra Vendola e Renzi rischia ora di avere ripercussioni soprattutto sulla sopravvivenza del gruppo legato al presidente della Puglia. Ufficialmente ciò che resta della truppa parlamentare appare compatta attorno al leader, ma nei corridoi di Montecitorio c’è anche chi si interroga sul proprio futuro, e preferisce non mettere la mano sul fuoco sulla propria permanenza.
In poche parole, per ora Sel esiste e resiste, ma domani chissà.
«Domani è un altro giorno», dice scherzando un deputato vendoliano. E la scelta (emblematica) di parafrasare una celebre battuta del film Via col vento dovrebbe suggerire a Nichi di non stare sereno.

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