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PRESA DI POSIZIONE 30 Luglio Lug 2014 1756 30 luglio 2014

Cuba, Hillary Clinton: «Embargo da abolire»

L'ex segretario di Stato Usa: «Via l'embargo».

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Hillary Clinton, ex segretario di Stato Usa.

Sarebbe una svolta epocale. Saranno i troppi fronti diplomatici aperti, i rapporti sempre più difficili con l'amico di una volta Israele, o il ritorno delle tensioni col nemico di sempre, la Russia. Sta di fatto che gli Stati Uniti potrebbero porgere un ramoscello d'ulivo a Cuba.
VERSO LA CASA BIANCA. Per Hillary Clinton l'embargo degli Stati Uniti verso L'Avana andrebbe abolito. Una frase che l'ex segretario di Stato americano ha detto in un'intervista a Fusion, confermando il pensiero già espresso tempo fa a Washington, e che ha un significato particolare perché viene dalla probabile candidata democratica alla Casa Bianca nel 2016.
Il desiderio di Hillary è quello di vedere gli Usa intraprendere una strada verso la normalizzazione dei rapporti con Cuba. «È qualcosa che il presidente Obama ha fatto, e io ho sostenuto, nel corso del suo primo mandato», ha aggiunto l'ex first lady.
«L'EMBARGO UNA SCUSA PER IL REGIME». Il regime dei Castro, ha spiegato Hillary, ha sempre utilizzato l'embargo come una scusa per attribuire agli Stati Uniti la colpa di tutti i problemi di Cuba, e per fomentare il sentimento anti-americano.
«Non hanno libertà di parola, non hanno libertà di espressione, hanno ancora prigionieri politici, e tutta la colpa è dell'embargo», ha continuato.
La mossa di Clinton per diversi osservatori punta a conquistare i favori dell'elettorato latinoamericano, il cui appoggio è divenuto oramai indispensabile per poter vincere le elezioni presidenziali.
DISGELO SOLO PARZIALE. Ultimamente si è parlato molto di un possibile disgelo tra Washington e L'Avana, soprattutto dopo la storica stretta di mano in Sudafrica tra il presidente Usa, Barack Obama, e quello cubano, Raul Castro, in occasione della cerimonia funebre in onore di Nelson Mandela.
Ma passi concreti finora non ne sono stati fatti. E Obama ha sempre ribadito come, senza un miglioramento della situazione sul fronte dei diritti umani nell'isola caraibica, di togliere l'embargo non se ne parla. Senza considerare la vicenda di Alan Gross, il cittadino americano condannato a L'Avana a 15 anni di carcere con l'accusa di spionaggio e che la Casa Bianca vorrebbe immediatamente liberato.

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