SCONTRO 30 Luglio Lug 2014 1057 30 luglio 2014

Riforme, in Senato riprende l'esame degli emendamenti

L'opposizione chiede spiegazioni.

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Il canguro c'è. Il Senato elettivo no. Il 30 luglio, tra insulti e urla, Palazzo Madama è tornato a votare sulle riforme costituzionali. E dopo aver ricevuto dalla Giunta per il regolamento parere positivo sulla soprressione di 1.400 emendamenti all'articolo 1 del testo sulle riforme Costituzionali, ha bocciato la proposta di modifica presentata da Augusto Minzolini (Forza Italia) per riproporre il bicameralismo perfetto e l'elezione del Senato a suffragio universale (114 sì, e 171 no e 8 astenuti). E tutte le altre (decisamente numerose) analoghe.
Ma prima si è dovuto decidere come procedere. I dem Massimo Mucchetti e Paolo Corsini, ma anche l'esponente di Pi Mario Mauro, avevano espressamente sollecitato un chiarimento sull'utilizzo del 'canguro' per una materia delicata come quella costituzionale.
EMENDAMENTI SFOLTITI. Quest'ultima è una tecnica usata per lo sfoltimento degli emendamenti, che considera superate le proposte di modifica analoghe a quelle già votate e consente così di 'saltare' a quelle successive.

OPPOSIZIONE INFURIATA. Grasso ha applicato questo meccanismo agli emendamenti all'articolo 1 del ddl costituzionale e la sua decisione ha fatto decadere 1.400 proposte di modifica al testo. L'opposizione ha protestato e ha chiesto che sul tema si pronunciasse la Giunta per il regolamento, convocata la mattina del 30 luglio dal presidente del Senato.
RIUNIONE DURATA TRE ORE. La riunione della Giunta è durata oltre tre ore. Hanno sostenuto la legittimità della tecnica anti-ostruzionistica 10 membri della giunta (maggioranza e Forza Italia), mentre i quattro esponenti di Movimento 5 stelle, Lega e Sinistra ecologia libertà hanno votato contro. «Grasso», ha spiegato il senatore del Pd Francesco Russo, «ha poi espresso l'auspicio che adesso i lavori riprendano con più serenità».
Russo ha aggiunto: «Entro l'8 agosto siamo in grado di garantire il massimo del dibattito ma anche la conclusione delle votazioni. Abbiamo buone speranze di riuscire».
GRILLO: «SPIEGHEREMO AI CITTADINI COSA STA SUCCEDENDO». Si sono concluse le votazioni online del Movimento Cinque Stelle sulla proposta annunciata lunedì da Beppe Grillo ai parlamentari pentastellati del «parlamento in piazza» per protestare contro la riforma del Senato che viene definita senza mezzi termini «un colpo di Stato». Le votazioni hanno visto un plebiscito per la proposta di Grillo: 21.569 i votanti, 17.770 i favorevoli, 3.799 i contrari.
Il leader ha spiegato meglio l'iniziativa: «I parlamentari non si dimetteranno, ma, anzi, quando riterranno necessaria la loro presenza entreranno in aula per votare e per difendere le istituzioni», smentendo così l'ipotesi di un nuovo «Aventino». Allo stesso tempo i parlamentari pentastellati «incontreranno i cittadini in piazza, in molte piazze d'Italia, per spiegare cosa succede nel palazzo e confrontarsi con loro»

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