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ATTACCO 30 Luglio Lug 2014 0900 30 luglio 2014

Riforme, Vendola: «Renzi vuole la nostra resa»

Il leader di Sel: «La rottura col Pd destinata a portare conseguenze».

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Il leader di Sel, Nichi Vendola.

Duro attacco di Nichi Vendola a Matteo Renzi dopo lo scontro sulle riforme: «Il presidente del Consiglio non vuole la mediazione, vuole la resa», ha detto il leader di Sel intervistato da Repubblica. «Abbiamo visto crescere la possibilità di una mediazione, ma nel mondo virtuale: nel mondo reale non c'è mai stata. Anche quando Vannino Chiti generosamente ha proposto di rimuovere la ghigliottina, il discorso del capogruppo Pd Luigi Zanda e gli echi delle parole di Palazzo Chigi chiudevano la partita».
GLI EMENDAMENTI RESTANO. Vendola ha inoltre chiuso all'ipotesi di ritirare i numerosi emendamenti di Sel: «Ci sono ottime ragioni per non muovere di lì, come testimonianza della libertà che nessuno può coartare. Vorrei ricordare a Lotti e a Renzi che passare dall'Italia del 'bunga bunga', del 'papi' e di un lessico semipornografico all'Italia dei 'gufi', dei 'rosiconi' e di un infinito repertorio da gita liceale, non è un cambiare verso».
Il leader di Sel ha sottolineato «uno stile di assoluta supponenza nei confronti delle minoranze che mostra un problema culturale più che politico. La si smetta con la caricatura delle opposizioni. Abbiamo il diritto a un contributo di merito».
NO AI RICATTI SULLE ALLEANZE. Alla domanda se siano a rischio le alleanze con il Pd a livello locale, come paventato da Luca Lotti, Vendola ha risposto: «Noi non siamo ricattatori, ma soprattutto noi non siamo ricattabili. Governiamo bene città e regioni. Il nostro partito è impegnato nella costruzione di coalizioni vincenti nelle regioni in cui si va al voto. Se è una minaccia è irricevibile, se è una argomentazione è incomprensibile». E ha avvertito: «La rottura che il Pd, in maniera unilaterale, ha praticato attraverso la voce del sottosegretario Lotti, porterà delle conseguenze».

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