Tribunale Milano 120327170132
TANGENTI 31 Luglio Lug 2014 1400 31 luglio 2014

Appalti Lombardia, Riesame: altri 9 arresti

Al centro dell'inchiesta della procura Expo, Sogin e Sanità.

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Il tribunale di Milano.

Il tribunale del Riesame di Milano ha detto sì all'arresto di altri nove indagati nell'inchiesta della procura con al centro appalti Expo, Sogin e della Sanità lombarda.
Accolto quindi il ricorso dei pm sulle posizioni di alcuni componenti della cosiddetta 'cupola degli appalti', di manager della sanità e del presidente di Manutencoop, Claudio Levorato.
DIECI GIORNI PER IL RICORSO. Gli indagati ora hanno a disposizione dieci giorni di tempo per presentare, attraverso i loro legali, ricorso in Cassazione.
Le misure cautelari potranno essere eseguite soltanto in vista della conferma della Suprema Corte.
CHIESTI 19 ARRESTI. Nell'ambito dell'inchiesta i pm Gittardi e D'Alessio avevano chiesto 19 arresti, ma il gip di Milano Fabio Antezza ne ha accolti solo sette che sono stati eseguiti l'8 maggio quando sono finiti in carcere, tra gli altri, l'ex Dc Gianstefano Frigerio, l'ex Pci Primo Greganti e l'ex senatore Pdl Luigi Grillo, scarcerato il 30 luglio. La procura, dunque, ha fatto ricorso contro la bocciatura degli arresti al Riesame per 11 persone (per una ha rinunciato al ricorso). Da quanto si è saputo, il Riesame per due posizioni, quelle degli ex manager di Sogin Giuseppe Nucci e Alberto Alatri, ha trasmesso gli atti per competenza territoriale ai magistrati di Roma.
APPALTI IN CAMBIO DI TANGENTI. Accolti, invece, i ricorsi per altri nove, tra cui Walter Iacaccia e Giovanni Rodighiero, due presunti componenti dell'associazione per delinquere che avrebbe turbato appalti in cambio di tangenti, e Claudio Levorato, presidente di Manutencoop.
Per quest'ultimo si tratta di arresti domiciliari come per alcuni manager della sanità lombarda, tra cui Patrizia Pedrotti. Il legale di quest'ultima, l'avvocato Claudia Shammah, ha spiegato che il provvedimento del Riesame è «assurdo, perché l'accusa di turbativa d'asta a carico della mia assistita è insussistente ed è incomprensibile che i giudici a distanza di mesi si richiamino al pericolo di inquinamento probatorio».

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