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POLITICA & BUSINESS 31 Luglio Lug 2014 1201 31 luglio 2014

Gb, l'Ukip e un merchandising da record

I gadget del partito anti Ue vanno a ruba.

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da Londra

Dal più classico cappellino a visiera fino al giubbino catarifrangente, passando per le mutande targate Forza Italia di Silvio Berlusconi e i profilattici con stampata la faccia del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
La storia dei gadget politici è lunga e variegata. A scrivere l'ultimo capitolo è stato l'Ukip di Nigel Farage che, secondo il Financial Times, ha incassato grazie al merchandising la cifra record di 80 mila sterline in un solo anno.
Bandiere e foulard vanno che è una meraviglia e il partito antieuropeista inglese continua a guadagnare elettori, con un incremento degli iscritti del 60% nel 2014 (ora sono quasi 32.500).
PETTORINE E BORSE ANTI UE. L’elettorato dell'Ukip è fatto per metà dalle classi più abbienti della società inglese, stanche di dividere il lauto guadagno con il più scapestrato Sud Europa, e per l’altra metà da quella classe lavoratrice tanto affezionata ai confini nazionali: Farage e compagnia hanno colpito nel segno pensando accuratamente a un gadget per tutti.
Come le pettorine catarifrangenti da usare in cantiere, o sul ciglio della strada: con tanto di logo «Ukip al lavoro», sono in vendita per sole cinque sterline e vanno a ruba tra gli elettori.
Ciò che conta è che il merchandising diffonda il messaggio voluto; così insieme a spillette dorate, poster, adesivi, cravatte e l’immancabile ombrellino giallo e viola, ecco comparire borse e porta giacche che recitano laconiche: «The Eu is not my bag». Liberamente tradotto, «l'Unione europea non fa per me».

Il leader dell'Ukip Nigel Farage. © Getty

I Labour puntano sulle calamite, Tories ancorati alla Thatcher

Grandi assenti nella lista dei gadget targati Farage sono invece le calamite da attaccare al frigorifero, che spopolano nel merchandising degli altri partiti del Regno Unito.
Le vendono i Labour, a due pound, e le vendono i Liberal Democrat, che ne offrono di personalizzate, con stampato il nome del proprio candidato preferito, a 95 centesimi.
Quanto ai Tory del primo ministro David Cameron, il merchandising di partito è ancora tutto ancorato alla figura di Maggie, Margaret Thatcher, con vestitini per bambine che al prezzo di 15 pound recano la scritta «Little Iron Lady». Piccola lady di ferro. Nessuno però ha raggiunto i livelli di incassi dell’Ukip. Neanche lontanamente.
OBAMA PER TUTTI I GUSTI. Per trovare un successo simile bisogna tornare alle ultime elezioni americane, quando lo staff di Obama sfornò cappellini da baseball, salsa barbecue, bambole, tutine per cani e persino scatole da profilattici con stampato sopra il viso di Barack.
A metterci la faccia è abituato anche Berlusconi, il cui sito internet offre tuttora gadget targati Silvio: cravatte, libri, riviste, tazze, carte, adesivi, tante magliette, cappellini e persino mutande.
IL M5S STRIZZA L'OCCHIO AI GIOVANI. E gli altri partiti italiani? Il Movimento 5 Stelle ha creato un piccolo impero fatto di spillette ma anche di magliette e felpe, strizzando l’occhio a un elettorato prettamente giovanile. Quanto al Partito democratico, Matteo Renzi ha sempre avuto un occhio di riguardo per i gadget fin dalla propria campagna alle primarie del 2012, quando insieme a tazze e agende dal design accattivante offriva cover per smartphone marchiate: Primarie 2012, Matteo Renzi, Adesso!. Ai tempi che cambiano bisogna adattarsi. Soprattutto quando si parla di merchandising.

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