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POLEMICA SUI TAGLI 31 Luglio Lug 2014 1754 31 luglio 2014

Renzi: «Spending review anche senza Cottarelli»

Ipotesi dimissioni. Il premier: «Avanti lo stesso».

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Carlo Cottarelli.

La spending review va avanti, con o senza Carlo Cottarelli. Lo ha detto il premier Matteo Renzi commentando le indiscrezioni secondo cui il commissario sarebbe pronto a lasciare il suo incarico.
«Rispetto e stimo Cottarelli: farà quello che crede. Ma non è Cottarelli il punto fondamentale: la spending review la facciamo anche se va via, dicendo con chiarezza che i numeri sono quelli», ha detto il premier alla direzione del Pd. «Con la revisione della spesa che noi faremo, i 16 miliardi che sono nel programma presentato, porteremo al 2,3% il rapporto deficit/Pil».
RITORNO AL FMI. Il commissario, che dalle colonne del suo blog ha tuonato contro l'eccesso di spese protette dai tagli, non ha voluto commentare le voci secondo cui sarebbe intenzionato a tornare al Fondo monetario internazionale. «Il lavoro continua, non ho niente da segnalare», si è limitato a dire entrando nel suo ufficio a via XX settembre.
DELRIO: NESSUN CASO COTTARELLI. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, interpellato dai cronisti ha affermato che «non c'è nessun caso Cottarelli», mentre il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha preferito dribblare le domande a riguardo.
GUTGELD AL SUO POSTO. Cottarelli ha puntato il dito contro le «nuove spese non coperte» che vanificherebbero la possibilità di tagliare le tasse. Nel mirino è finita la soluzione trovata dal parlamento per risolvere il problema del pensionamento dei 4 mila insegnanti della cosiddetta 'quota 96', rimasti bloccati al lavoro dopo la riforma delle pensioni dell'ex ministro Elsa Fornero.
In attesa di capire il destino del commissario alla spending review, c'è già un nome in pole position per sostituirlo: si tratta del consigliere economico del premier Yoran Gutgeld.

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