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POLEMICA 31 Luglio Lug 2014 1316 31 luglio 2014

Stati Uniti, il Congresso può 'far causa' a Obama

Troppi decreti, l'accusa dei repubblicani è abuso di potere.

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Il presidente americano Barack Obama.

Abuso di potere: questa l'accusa da tempo lanciata dai repubblicani al presidente americano, Barack Obama, a loro parere reo di ricorrere troppo spesso allo strumento del decreto, scavalcando il Congresso. E la Camera dei Rappresentanti ha ora approvato la risoluzione che di fatto autorizza l'avvio di una possibile azione legale contro la Casa Bianca. Insomma, lo speaker della Camera, John Boehner potrà decidere di 'fare causa' al presidente per eccessivo ricorso ai suoi poteri esecutivi. Niente a che vedere con l'impeachment, che pure l'ala più conservatrice del partito repubblicano chiede a gran voce. Ma si apre la strada ad un'eventualità che finirebbe per surriscaldare oltremodo il clima politico, a Washington e in tutto il Paese, nei mesi che mancano alle elezioni di metà mandato. Quelle in cui i cittadini americani, a novembre, saranno chiamati a rinnovare un terzo del Senato e l'intera Camera dei rappresentanti.
RIFORME CRUCIALI A RISCHIO. Se Bohener deciderà di andare avanti è chiaro che le chance di un qualsiasi accordo tra repubblicani e democratici in Congresso (già ridotte al lumicino) diventerebbero pari allo zero. Con riforme cruciali come quella dell'immigrazione destinate a restare nel cassetto dei sogni ancora per molto tempo. Il 2014 è stato in effetti caratterizzato da un certo attivismo del presidente Usa sul fronte del ricorso ai decreti esecutivi. Una sfida esplicitamente lanciata al Congresso che Obama accusa di bloccare tutte le principali riforme: anche quella sul controllo delle armi da fuoco o le e misure per sostenere l'economia, l'occupazione, le famiglie, i diritti civili. Ma, statistiche alla mano, Obama non ha fatto più di altri: da quando è alla Casa Bianca, scrive il New York Times, ha varato 183 decreti, la maggior parte nel corso del primo mandato. Il predecessore George Bush ne firmò in tutto 291, Bill Clinton 364, Ronald Reagan 381.
OBAMA TIRA AVANTI. Insomma, ammettono molti osservatori di entrambe gli schieramenti politici, l'iniziativa rischia di rivelarsi un boomerang per i repubblicani. La Casa Bianca comunque va avanti per la sua strada. E, a poche ore dopo il voto alla Camera, Obama ha firmato un nuovo decreto, quasi in un gesto di sfida: quello per garantire una paga più equa e luoghi di lavoro più sicuri a tutti i dipendenti delle aziende che lavorano per il governo federale. Con tanto di sanzioni per i datori di lavoro che trasgrediscono le norme.

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