Giuliano Poletti 140617125958
INTERVISTA 1 Agosto Ago 2014 0850 01 agosto 2014

Lavoro, Poletti: «Regole più flessibili sulle pensioni»

Il ministro: «Riforme? No piani alternativi».

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Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Dopo i nuovi dati sull'occupazione, il ministro del Welfare Giuliano Poletti, intervistato da Il Messaggero e da La Stampa, è tornato a riflettere su lavoro e Legge Fornero.
«L'incremento degli occupati», ha detto al quotidiano romano, «ci fa auspicare che sia il primo segno di un'inversione di tendenza». E ha annunciato interventi sulla Legge Fornero nella prossima legge di Stabilità: «Dobbiamo rende più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alla diverse situazioni».
SERVE AIUTO AI GIOVANI. L'ex presidente Legacoop è tornato sulle risorse per la Cig in deroga: «Abbiamo deliberato e spostato 800 milioni di euro che erano stati stanziati sul 2014 per pagare i residui di cassa del 2013. Contemporaneamente ci siamo impegnati a trovare nuove fonti di copertura, ossia 600 milioni di euro. Sostanzialmente il problema è risolto».
S'è soffermato anche sulla disoccupazione giovanile, salita al top di sempre: «Sul bonus giovani faremo una riflessione per verificare se l'impianto della norma può essere migliorato. Non abbiamo comunque intenzione di interrompere l'agevolazione».
ARTICOLO 18, BASTA CONFLITTI. L'articolo 18? «Credo che sia sbagliato innescare ancora una volta una sorta di conflitto intorno a questo tema». «Inoltre, vorrei ricordare», ha continuato Poletti, che è stato modificato significativamente due anni fa dalla legge Fornero». «Bisogna prima di tutto capire», ha continuato Poletti su La Stampa, «come è stato applicato nella sua ultima versione, e poi si deciderà». E ha sottolineato la necessità di procedere con le riforme: «Se questo Paese non fa riforme, da questa situazione non si tira fuori né oggi né domani».
AVANTI CON LA SPENDING REVIEW. I dubbi sulla spending review? «Sulla spesa bisogna andare avanti con determinazione. Ma siamo chiari: non credo esista un 'piano B' o un 'Piano C'. Bisogna andare avanti sulla strada tracciata: abbiamo fatto le scelte giuste, e non vedo altre politiche più efficienti in giro».

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