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POLITICA 1 Agosto Ago 2014 0635 01 agosto 2014

Patto del Nazareno, veto su Prodi al Quirinale

Nell'accordo Renzi-Berlusconi lo stop al Professore.

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L'ex premier Romano Prodi.

Non solo riforme. Il patto del Nazareno firmato dal premier Matteo Renzi e dal leader di Forza Italia contiene ben più delle modifiche alla legge elettorale, al Senato e al Titolo V della Costituzione. Il vero nodo riguarda la successione del presidente della Repubblica.
Secondo quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano, nell'accordo tra il segretario del Partito democratico e l'ex Cavaliere c'è la volontà di condividere il nome del successore di Giorgio Napolitano. A volere fortemente questa clausola è stato lo stesso Berlusconi che ha ottenuto la garanzia che nelle trattative non sarà mai fatto il nome di Romano Prodi.
IL VETO DI BERLUSCONI. Da Forza Italia, però, non hanno confermato la versione del giornale diretto da Antonio Padellaro, anche se off the record qualcuno ha spiegato che Renzi e Berlusconi hanno deciso di scegliere insieme il futuro inquilino del Quirinale che difficilmente potrà essere il Professore.
D'altra parte, l'ex Cavaliere non ha mai nascosto la sua opposizione a Prodi: quando si doveva scegliere ad aprile 2013 chi piazzare al Colle, Berlusconi arrivò addirittura a preferirgli Massimo D'Alema.
ITALICUM, SOGLIE PIÙ ALTE. L'intesa sul prossimo capo dello Stato, però, è ormai il passato. Ora il premier e il leader di Forza Italia hanno ben altro per la testa e la loro attenzione s'è spostata sulla riforma della legge elettorale. E proprio sull'Italicum i due hanno intenzione di vedersi martedì 5 agosto con l'obiettivo di aggiornare il patto del Nazareno.
Secondo quanto rivelato da Denis Verdini, l'uomo che cura i rapporti con Palazzo Chigi per Berlusconi, l'obiettivo è innalzare la soglia per il premio di maggioranza dal 37,5% al 40%. Sarebbe questo l'ultimo punto da perfezionare nell'intesa che darebbe il via libera definitivo al superamento del Porcellum.
PALETTI PER LE LISTE. Resta, però, aperta la questione delle soglie di sbarramento per le liste non coalizzate: il partito del Cav vorrebbe non andare sotto al 4%, ma il Pd, anche per venire incontro al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano potrebbe arrivare al 3%-3,5%. Di certo il premier e Berlusconi potranno trovare un'intesa, visto che se il leader di Forza Italia vuole evitare regali al suo ex delfino, il presidente del Consiglio non vuole dare una mano a Sinistra ecologia e libertà, visto l'ostruzionismo in Senato sulla riforma di Palazzo Madama.

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