RIFORME 1 Agosto Ago 2014 1113 01 agosto 2014

Riforme, Senato nel caos: Lega, M5s e Sel contro Grasso

Grasso: «Fuori chi crea disordini».

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Nuova bagarre a Palazzo Madama sulle riforme, nel giorno in cui è stato dato il via libera al cosiddetto Senato dei 100 con l'approvazione dell'articolo 2.
Il Movimento 5 stelle ha abbandonato l'Aula per la seconda volta, in polemica con il ministro Boschi che non avrebbe «voluto» incontrare i senatori del gruppo. «Non parteciperemo mai più ai lavori sul ddl dal momento in cui è stata annullata l'ipotesi di un Senato elettivo. È una maggioranza schifosa, Renzi prende in giro il Paese», ha detto il capogruppo dei pentastellati, Vito Petrocelli.
RISPOSTA TARDIVA A SMS. «Non ci riconosciamo in un interlocutore che ci contatta solo alle 16,03», ha spiegato ancora Petrocelli, ricordando come avesse inviato degli sms al ministro Boschi per organizzare un confronto, rimasti a suo giudizio per troppo tempo senza una risposta.
GRASSO DURO IN APERTURA DI SEDUTA. Aprendo la nuova seduta dell'Aula sul disegno di legge Boschi, il presidente del Senato Pietro Grasso aveva dichiarato che non avrebbe più «tollerato allusioni e insulti alla conduzione della presidenza, da tutti. Al primo accenno farò un richiamo all'ordine, cui ne seguiranno altri, dopo di che ci sarà l'espulsione dall'Aula».
TUMULTI A PALAZZO MADAMA. Ripercorrendo quanto accaduto giovedì 31 luglio a Palazzo Madama, la seconda carica dello Stato ha accusato in particolare i senatori della Lega Nord di aver «causato disordini impedendo i lavori dell'Assemblea», con una «condotta inaccettabile», che «mina la dignità del Senato» e che non sarà più tollerata.
QUESTORI INCARICATI DI VERIFICARE LE RESPONSABILITÀ. Grasso ha letto le decisioni prese dal Consiglio di presidenza, che aveva affidato ai tre senatori questori l'incarico di verificare le responsabilità individuali di chi aveva fisicamente impedito agli assistenti parlamentari di dare esecuzione alle direttive del presidente. Il Consiglio «ha verificato che i senatori appartenenti al gruppo della Lega, disattendendo ai richiami della presidenza, hanno causato e provocato disordini, impedendo il prosieguo dell'assemblea. Tali condotte sono inaccettabili e rappresentano una grave violazione del decoro istituzionale», ha spiegato Grasso.
OPPOSIZIONI ABBANDONANO L'AULA. MA POI RIENTRANO. In polemica con il presidente del Senato, i senatori di Sel, M5s e Lega hanno deciso di lasciare l'Aula. Quelli del Movimento 5 stelle si sono anche imbavagliati per protesta. Dopo l'applicazione della regola del 'canguro', che ha fatto decadere altri 1300 emendamenti, su invito di Grasso i senatori che avevano lasciato Palazzo Madama sono però rientrati per partecipare ai lavori, tranne i leghisti. Finché nel pomeriggio i grillini non hanno abbandonato di nuovo l'Aula per protesta.
LA LEGA RESTA FUORI. A presidiare i banchi della Lega Nord è tornata solo la senatrice Patrizia Bisinella. Contrariamente a M5s e Sel, quindi, il gruppo del Carroccio ha respinto l'invito a rientrare fatto da Grasso. «Il dibattito è stato strozzato e impedito, alla luce di quanto avvenuto, non riteniamo più di appoggiarvi», ha affermato Bisinella, spiegando che resterà, sola, a votare gli emendamenti presentati dalla Lega al ddl Boschi.
Ripresi i lavori l'Aula ha respinto l'emendamento 2.1360 a prima firma del 'dissidente' Pd Vannino Chiti, sull'elettività dei membri del futuro Senato in ciascuna Regione. La proposta ha ottenuto 157 voti contrari, 67 favorevoli e 27 astenuti.


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19.04 - PRECLUSI GLI EMENDAMENTI AGGIUNTIVI. Con l'approvazione dell'articolo 2 del ddl costituzionale, sono preclusi tutti gli emendamenti aggiuntivi che riguardano l'elezione a suffragio universale e diretto del Senato. Lo ha reso noto il presidente Pietro Grasso in Aula.

18.58 - APPROVATO L'ARTICOLO 2 SUL SENATO DEI 100. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato l'articolo 2 del ddl costituzionale, che modifica la composizione del Senato e prevede che i membri siano in tutto 100: 95 scelti dai consigli regionali e cinque di nomina presidenziale. I sì sono stati 194, i no 26, otto gli astenuti. Assenti M5S e Lega. L'Aula ha applaudito il sì.

17.48 - LA LEGA NON RIENTRA IN AULA. La Lega l'1 agosto non rientra in Aula per partecipare ai lavori sul ddl riforme. Lo ha detto il capogruppo Gian Marco Centinaio, sottolineando come, nell'incontro con Maria Elena Boschi, siano state presentate 10 proposte del Carroccio sulle riforme. «Aspettiamo una risposta ma la nostra posizione resta negativa» sul ddl, ha aggiunto.

17.03 - M5S: NON PARTECIPEREMO PIÙ A LAVORI DDL. «Non parteciperemo mai più ai lavori sul ddl riforme: nel momento in cui oggi è stata annullata l'ipotesi di un Senato elettivo ci concentreremo sulle questioni sostanziali» del Paese. Lo annuncia il capogruppo M5s Vito Petrocelli giungendo in sala stampa e davanti alle tivù assieme a tutti i senatori del gruppo pentastellato.

16.33 - I 5 STELLE LASCIANO DI NUOVO L'AULA. Il M5s ha lasciato nuovamente l'Aula del Senato. Ad annunciarlo è stato il capogruppo Vito Petrocelli che ha sottolineato come il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, abbia incontrato le altre opposizioni ma non abbia «voluto» vedere i pentastellati. «Questa era l'ultima cosa che potevamo tollerare, Renzi si gingilli pure con i suoi tweet», ha concluso Petrocelli.

16.06 - ZANDA: APPROVAZIONE ENTRO L'8 AGOSTO. L'obiettivo resta «l'approvazione del ddl entro l'8 agosto». Lo afferma il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda sottolineando come sia «importante che la discussione in Aula sia concentrata su alcuni emendamenti», per affrontare nel merito i punti della riforma.

15.58 - BOSCHI VEDE SEL. Si è svolto a Palazzo Madama un incontro tra il ministro Maria Elena Boschi e la capogruppo di Sel Loredana De Petris, per cercare un'intesa su alcune modifiche condivise al ddl costituzionale di riforma del Senato. Lo si apprende da fonti parlamentari.

15.28 - RENZI-CAPIGRUPPO: CHIUDERE ART.2 STANOTTE. Chiudere le votazioni sull'art.2 entro stanotte. È l'obiettivo che, a quanto si apprende da fonti parlamentari, il premier Matteo Renzi e i capigruppo di maggioranza si sono prefissati nel pranzo svoltosi a Palazzo Chigi.

Il presidente del Senato Pietro Grasso durante i lavori dell'Aula (© Ansa).

14.22 - SEL: DA RENZI PRIMO SEGNALE DISPONIBILITÀ. «Finalmente è arrivato un primo segnale di disponibilità non solo da parte dei relatori, ma, ed è questa la vera novità, da parte del governo. Siamo disponibili a confrontarci per giungere a quelle mediazioni alte che servono a costruire quello spirito costituente che fino ad oggi è mancato». Così Loredana De Petris, capogruppo Sel al Senato.

14.10 - ALFANO: OSTRUZIONISMO CONTRO ITALIA. «L'ostruzionismo in atto al Senato non è contro le riforme, ma è contro l'Italia. Chi vuole praticarlo sappia, però, che gli italiani se ne stanno accorgendo». Così il ministro degli Interni, Angelino Alfano, a Caserta. «Dopo 30 anni di dibattito sulle riforme gli italiani vogliono vederle realizzate», ha aggiunto Alfano.

13.53 - LAVORI SOSPESI, SI RIPRENDE ALLE 16. L'Aula del Senato, come richiesto dal senatore Pd Walter Tocci e con la disponibilità del governo, è stata sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 16.

13.40 - BOSCHI: «DISPONIBILI AL DIALOGO». «Manteniamo la disponibilità del governo al dialogo e al confronto su alcuni temi rimasti aperti» e inerenti agli articoli superiori al 2. Lo ha affermato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi in Aula annunciando la disponibilità ad accogliere la richiesta del senatore Pd Tocci di sospendere l'Aula fino alle ore 16.

13.35 - RESPINTO EMENDAMENTO CHITI. L'Aula del Senato ha respinto l'emendamento 2.1360 a prima firma del 'dissidente' Pd Vannino Chiti sull'elettività dei membri del futuro Senato in ciascuna Regione. La proposta ha ottenuto 157 voti contrari, 67 favorevoli e 27 astenuti.

13.13 - M5s: «RICOMINCIAMO A VOTARE». «Ricominciamo a votare e lo faremo finché la presidenza garantirà il diritto alla minoranza a esprimersi in maniera circostanziata e precisa: finché il dibattito sarà riportato nei limiti della corretta dialettica parlamentare voteremo, in caso contrario lasceremo alla maggioranza LA responsabilità, che consideriamo comunque arrogante, di votarsi la riforma da sola». Così Vito Petrocelli, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, ha spiegato i motivi del rientro dei pentastellati in assemblea.

12.59 - OPPOSIZIONI RIENTRANO SU INVITO DI GRASSO. Le opposizioni sono rientrate in Aula accogliendo l'invito del presidente Pietro Grasso, che durante la pausa ha contattato i capigruppo per chiedere che tornassero a partecipare ai lavori. Il rientro di Grasso in Aula è stato seguito così da quello delle opposizioni. «Per le riforme c'è bisogno del contributo di tutti», ha sottolineato Grasso.

12.58 - LANZILLOTTA: «IL NODO È LA NON ELETTIVITÀ». «C'e' una profonda resistenza a cambiare la natura del Senato, non si vuole accettare quello che poi è il cuore della riforma: la non elettività dei senatori. Su questo aspetto sono stati spesi fiumi d'inchiostro, ma il Senato delle autonomie di secondo grado era già nelle tesi dell'Ulivo del 1996. Quindi non c'è nessun attentato alla democrazia e l'ostruzionismo di questi giorni, insieme alle scene indegne di senatori urlanti, non sono altro che uno spot per Renzi». Lo ha detto Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato (Scelta civica), intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7.

12.52 - IL MINISTRO BOSCHI IN SENATO. Il Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, durante i lavori dell'Aula del Senato.

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi (© Ansa).

12.44 - CHITI: «LE OPPOSIZIONI TORNINO IN AULA». «Sono molto preoccupato, non ritengo positivo che ci siano delle forze assenti. Voglio fare un invito ai gruppi Lega e Sel di rientrare, è un dovere in quanto parlamentari esserci, ma invito anche il presidente Grasso ad attivarsi per garantire questa situazione, perché non sarà un bel risultato». Lo ha affermato il senatore del Partito democratico Vannino Chiti, intervenendo in Aula durante l'esame del ddl riforme.

12.38 - SACCONI: «A SETTEMBRE RIFORME IMPOSSIBILI». La battaglia ostruzionistica delle opposizioni è stata «legittimamente dedicata al puro impedimento della riforma e ad enfatizzare le ragioni della contrarietà. Altrettanto legittimo è il diritto della maggioranza ed il dovere del parlamento di procedere all'esame degli emendamenti fino al voto prima della pausa estiva. Siamo tutti consapevoli che a settembre sarebbe impossibile riprendere le riforme, perché saremo impegnati ad assumere decisioni per la crescita dell'economia e la riforma del lavoro». Lo ha affermato il presidente del gruppo del Nuovo Centrodestra a Palazzo Madama, Maurizio Sacconi.

12.20 - IL RITORNO DEL 'CANGURO'. Tempi rapidi dopo le tensioni in Aula al Senato, dove si stanno esaminando, con la presenza delle sole forze di maggioranza, gli emendamenti all'articolo 2 del ddl Boschi. La regola del 'canguro', che fa decadere tutti gli emendamenti simili e relativi allo stesso argomento, infatti, non ha fatto alcuno sconto. Con la bocciatura dell'emendamento 2.1 sono stati tagliati circa 1300 emendamenti, tutti sulla riduzione del numero di parlamentari.

11.53 - BANCHI SEMIVUOTI. I banchi semivuoti dell'Aula del Senato dopo l'abbandono dei senatori delle opposizioni.

L'aula semivuota di Palazzo Madama (© Ansa).

11.26 - TERMINATE LE VOTAZIONI SUGLI EMENDAMENTI ALL'ARTICOLO 1. Nonostante le proteste delle opposizioni, l'Aula del Senato ha comunque proseguito l'esame e la votazione degli emendamenti. Tempi rapidi grazie al 'canguro', che hanno permesso di concludere in poco più di un'ora le votazioni agli emendamenti all'articolo 1 del ddl Boschi. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti dell'articolo 2 del provvedimento.

11.17 - ANCHE SEL LASCIA IL SENATO. «Di fronte alla decisione inaudita del presidente del Senato di togliere la parola al relatore di minoranza, ci vediamo costretti ad abbandonare i lavori dell'aula sulla riforma costituzionale. Rientreremo in aula solo al momento del voto finale, per votare contro questa pessima riforma», hanno dichiarato i senatori di Sel. «Fino a che non verranno ripristinate le condizioni minime per un confronto libero e democratico partecipare a questa discussione farsesca non è possibile», hanno concluso i senatori di Sinistra ecologia e libertà. La capogruppo, Loredana De Petris, ha dichiarato: «Grasso mi ha tolto la parola come relatrice di minoranza, un fatto gravissimo inaccettabile».

La capogruppo di Sel, Loredana De Petris, lascia l'Aula del Senato (© Ansa).

10.54 - LA LEGA ABBANDONA L'AULA. «O ci venite a dire che si cambia registro, o non partecipiamo più ai lavori, non si è mai visto procedere a riforme costituzionali con questa violenza» che si sta affrontando come un «regolamento di condominio». Lo ha affermato il senatore della Lega Sergio Divina, annunciando che il gruppo abbandonerà l'Aula.

10.42 - M5s IMBAVAGLIATO. «A queste condizioni il gruppo del M5s non parteciperà ad alcun lavoro e non voteremo più nessuno degli emendamenti». Lo ha annunciato il capogruppo M5s al Senato, Vito Petrocelli, mettendo un bavaglio per protestare contro la conduzione del presidente Pietro Grasso in Aula. «Ne prendiamo atto», è stata la replica di Grasso.

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