Senato 140724164403
NOVITÀ 1 Agosto Ago 2014 1900 01 agosto 2014

Via libera al Senato dei 100, cosa cambia

Approvato il cardine della riforma: addio all'elezione diretta.

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L'Aula del Senato durante la discussione degli emendamenti al testo sulle riforme.

L'approvazione dell'articolo 2 del ddl riforme segna un momento importante per il disegno di riforme di Matteo Renzi.
L'ok ottenuto nel caos dell'aula porta con sé due elementi fondamentali: il Senato dei 100 in cassaforte e l'elezione diretta dei senatori definitivamente archiviata.
95 DA TERRITORIO, 5 DI NOMINA. L'articolo 2 prevede un Senato di cento senatori: 95 rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque che potranno essere nominati dal presidente della Repubblica.
È questo il cuore della riforma voluta da Renzi e dal ministro Boschi: l'elettività di secondo grado dei senatori.
Il compito dei Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano a scegliere i senatori, con metodo proporzionale, fra i propri componenti.
REGIONI ELEGGONO UN SENATORE. Inoltre le regioni possono eleggere, secondo il nuovo testo, ciascuna un altro senatore scegliendolo tra i sindaci dei rispettivi territori, per un totale, quindi, di 21 primi cittadini che arriveranno a Palazzo Madama.
La ripartizione dei seggi tra le varie Regioni avverrà «in proporzione alla loro popolazione» ma nessuna Regione potrà avere meno di due senatori.
La durata del mandato dei nuovi membri del Senato coinciderà con quella prevista negli organi (Regioni o Comuni) in cui sono stati eletti.
LEGGE ELETTORALE AD HOC. Il sistema che verrà adottato per la scelta di consiglieri regionali e sindaci da 'inviare' a Palazzo Madama sarà regolato da una legge elettorale ad hoc, con un punto fermo: i seggi saranno attribuiti in proporzione rispetto ai voti espressi a livello locale e alla composizione degli stessi Consigli regionali.

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