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LEGGI 2 Agosto Ago 2014 1951 02 agosto 2014

Decreto carceri, le nuove regole

Il Senato vota la fiducia.

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L'Aula del Senato ha approvato con fiducia il decreto legge Carceri.

Indennizzi ai detenuti sottoposti a trattamento inumano. Stretta sulle misure cautelari. Più magistrati di sorveglianza e più agenti penitenziari.
Il decreto legge convertito in via definitiva dal Senato con il voto di fiducia (la 17esima del governo Renzi) sul testo approvato dalla Camera completa il «pacchetto normativo» già approvato nei mesi scorsi in risposta alla sentenza 'Torreggiani' della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato l'Italia per la situazione delle carceri.
Tra le norme, anche interventi sul minorile.
BAGARRE DELLA LEGA. Dura l'opposizione della Lega al decreto, approvato con la fiducia a palazzo Madama. I senatori del Carroccio si sono presentati per protestare davanti ai cronisti con uno striscione con su scritto «Renzi sta dalla parte dei criminali» e con delle finte banconote da 8 euro. «Noi stiamo dalla parte della gente. Non votiamo la fiducia a un governo che sta dalla parte di Caino», ha detto il capogruppo della Lega Gian Marco Centinaio.
Ecco in sintesi i principali elementi del decreto.

1. Risarcimento ai detenuti

Sconti di pena o soldi ai detenuti reclusi in «condizioni inumane». Per compensare la violazione della Convenzione sui diritti dell'uomo, se la pena è ancora da espiare è previsto un abbuono di un giorno ogni 10 passati in celle sovraffollate. A chi è già fuori andranno invece 8 euro per ogni giornata in cui si è subito la reclusione in condizioni disumane. La richiesta, in questo caso, va fatta entro sei mesi dalla fine della detenzione. Da qui al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro.

2. Stretta sul carcere preventivo

Divieto di custodia cautelare in carcere in caso di pena non superiore ai tre anni. In altri termini, se il giudice ritiene che all'esito del giudizio la pena irrogata non sarà superiore ai tre anni, per esigenze cautelari potrà applicare solo gli arresti domiciliari.
La norma non vale però per i delitti a elevata pericolosità sociale (tra cui mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti in famiglia) e in mancanza di un luogo idoneo per i domiciliari.
Viene ribadito invece il divieto assoluto (norma già esistente) del carcere preventivo e dei domiciliari nei processi destinati a chiudersi con la sospensione condizionale della pena. Chi trasgredisce ai domiciliari, peraltro, va in carcere.

3. Benefici dei minori estesi agli under 25

Le norme di favore previste dal diritto minorile sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni (anziché 21 come oggi). In sostanza, se un ragazzo deve espiare la pena dopo aver compiuto i 18 anni ma per un reato commesso da minorenne, l'esecuzione di pene detentive e alternative o misure cautelari sarà disciplinata dal procedimento minorile e affidata al personale dei servizi minorili fino ai 25 anni. Sempre che il giudice, pur tenendo conto delle finalità rieducative, non lo ritenga socialmente pericoloso.

4. Ai domiciliari senza scorta

A meno che non prevalgano esigenze processuali o di sicurezza, l'imputato che lascia il carcere per i domiciliari vi si recherà senza accompagnamento delle forze dell'ordine.

5. Più magistrati di sorveglianza

Qualora l'organico sia scoperto di oltre il 20% dei posti, il Csm in via eccezionale (riguarda solo i vincitori del concorso bandito nel 2011) destinerà alla magistratura di sorveglianza anche i giudici di prima nomina. È anticipata al 31 luglio la scadenza del commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria.

6. Più agenti penitenziari

Cresce di 204 unità l'organico della polizia penitenziaria, con un saldo finale che vedrà meno ispettori e più agenti. Giro di vite su comandi e distacchi del personale Dap presso altri ministeri o amministrazioni pubbliche: per due anni saranno vietati.

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