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L'INCONTRO 2 Agosto Ago 2014 1432 02 agosto 2014

Gaza, Renzi al Cairo: «Sì al piano egiziano»

Il premier per il cessate il fuoco.

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Matteo Renzi.

Appoggio alla proposta egiziana per una tregua a Gaza. Rapporti bilaterali. E soluzione dell'emergenza immigrazione. Sono questi i temi di cui Matteo Renzi ha discusso con il presidente egiziano Abdal Fattah Al Sisi durante la sua visita al Cairo.
RENZI: SÌ AL PIANO EGIZIANO. «L’Italia appoggia la proposta egiziana per la risoluzione della crisi a Gaza», ha ribadito il premier. «È l’unica possibilità per uscire dalla crisi». Renzi ha anche lanciato un appello per la liberazione del soldato probabilmente catturato da Hamas, Hadar Goldin.
IL NODO LIBICO. Altro punto caldo trattato dai due leader è stata l'instabilità della Libia. Italia ed Egitto «condividono il rischio dell’instabilità della Libia e dunque la lotta contro il terrorismo non può che essere portata avanti insieme col governo e il popolo egiziano», ha spiegato il presidente del Consiglio. Che ha aggiunto: «Se vogliamo risolvere il problema dell'immigrazione dobbiamo risolvere il problema della Libia».
Per questo Renzi ha auspicato che le Nazioni Unite inviino al più presto un inviato speciale. «Penso sia giusto», ha sottolineato Renzi, «che l'Italia ponga il problema della Libia al prossimo vertice Nato del 3 e 4 settembre», perché è necessario «un intervento forte» da parte della comunità internazionale.
AL SISI: «IL TERRORISMO CRESCE NELLA POVERTÀ». Al Sisi, dal canto suo, ha puntato l'attenzione sullle condizioni di vita dei Paesi d'origine dei migranti. «La gente emigra per migliorare le proprie condizioni di vita, quindi per cercare lavoro», ha detto il presidente egiziano. «Creare lavoro e sviluppo nei Paesi da cui parte l'immigrazione renderà poco conveniente attraversare il mare e rischiare la vita. In questa chiave può essere affrontato anche il terrorismo, che cresce molto dove c'è povertà».
Il premier ha insistito anche sulla necessità di una politica estera europea «forte e decisa». Un tema «oggetto di discussione in Europa, dove in questi giorni si stanno riorganizzando gli assetti istituzionali e ci sarà un nuovo, o una nuova» rappresentante della politica estera europea.

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