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LA POLEMICA 2 Agosto Ago 2014 1704 02 agosto 2014

Immigrazione, Poletti contro Alfano

Il ministro del Welfare: «Non è il problema o noi o loro».

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Scintille nel governo tra il ministro dell'Interno Angelino Alfano e quello del Welfare Giuliano Poletti.
Casus belli le dichiarazioni del titolare del Viminale del primo agosto sugli immigrati. «Non accetteremo che un immigrato prenda il posto di lavoro di un italiano», ha detto Alfano da Caserta, dopo la riunione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. «Abbiamo massimo rispetto per i diritti di tutti, ma vengono prima i diritti degli italiani».

Immediata, in Twitter, la risposta del segretario della Lega nord Matteo Salvini.


LA RISPOSTA DI POLETTI. «Non credo che il problema possa essere impostato dicendo 'o noi o loro'», ha risposto Poletti da Bologna dove si trovava per commemorare la strage del 2 agosto. «Credo che l'idea che ci si porti via il lavoro l'uno con l'altro non sia fondata. Noi abbiamo bisogno di fare in modo che cresca il lavoro, crescano lo sviluppo e l'occupazione».
Per il ministro del Welfare servirebbe, invece «un ragionamento che, con le leggi e dentro le regole, in maniera ordinata e coerente» costituisca «una risposta che riguarda i cittadini italiani e tutti quei cittadini che in Italia ci sono, secondo le leggi».
LA NOTA DI SEL. Più dura la reazione di Sel. «Non sappiamo se le affermazioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano siano più stupide o razziste. Dire che un migrante non può prendere il lavoro a un solo italiano è il sintomo di una politica becera che alza i toni solo per fare facile propaganda in un momento di estrema difficoltà economica», hanno scritto in una dichiarazione congiunta i senatori Loredana De Petris, Giovanni Barozzino, Massimo Cervellini, Peppe De Cristofaro, Alessia Petraglia, Dario Stefàno e Luciano Uras che hanno presentato anche un'interrogazione in merito. «I diritti», hanno proseguito gli esponenti di Sel, «devono essere sempre garantiti a tutti, perché il nostro deve essere il Paese dell'accoglienza e non delle discriminazioni. Chiediamo al presidente Renzi di smentire al più presto le parole del ministro Alfano che danno un'impronta chiaramente xenofoba e razzista al suo governo».
SALTAMARTINI: «NO AL POLITICALLY CORRECT». A difendere Alfano è invece intervenuta la portavoce nazionale del Nuovo centrodestra Barbara Saltamartini. «È inutile continuare a nascondersi dietro un dito in nome di un politically correct di cui Sel si fa paladina sulle spalle di tanti cittadini italiani. La crisi ha messo in ginocchio la nostra economia, i dati sulla disoccupazione sono allarmanti ed è dovere di una forza politica dire la verità, anche se apparentemente dura». E, ancora: «L'Italia non è l'Eldorado e non può dare lavoro a tutti. Per questo, le parole che ha pronunciato il ministro Alfano da Caserta, non solo sono condivisibili, ma mettono l'accento sulle priorità che abbiamo di fronte».

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