Matteo Renzi 140801185155
MAMBO 2 Agosto Ago 2014 1527 02 agosto 2014

Renzi, dopo il Senato pensi all'economia

Il premier ha cazzimma. Ora deve far ripartire il Paese. E raccontare la sua visione.

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Matteo Renzi.

Se mi dicono «renziano» querelo, ma non c'è dubbio che fra questi oppositori e il premier scelgo, come hanno capito i lettori, il secondo.
Renzi ha portato a casa, nel momento di massima confusione parlamentare, il nocciolo duro della sua proposta riformatrice sul Senato. Il Movimento 5 stelle e la galassia che sta intorno al Fatto non sono riusciti a creare quel movimento di opinione pubblica contrario all'innovazione che avrebbe potuto bloccare la fine del bicameralismo perfetto.
Da questo passaggio si possono trarre alcune conseguenze.
PIÚ DETERMINAZIONE IN ECONOMIA. La prima riguarda il premier che dimostra di avere «cazzimma» ma che deve applicare la stessa determinazione ora sui temi dell'economia. Qui non ci siamo proprio. Si leggono cose interessanti a poposito di piccole e grandi opere da sbloccare. Renzi promette contratti remunerativi con investitori stranieri, intanto la Fiat se ne è andata e nulla sappiamo su quale sarà la vocazione produttiva del Paese.
Non voglio farne una colpa di Renzi. È appena arrivato e alla sua età non porta alcuna responsabilità per il pregresso, ma le idee le voglio, voglio che racconti la sua visione.
FANFANI COME MODELLO. Boschi dice che il modello è Fanfani? Bene, l'aretino diceva sempre dove voleva portare l'Italia e, per i suoi tempi, è stato un innovatore.
Ormai noi abbiamo seppellito le nostre icone, voi volete fanfanizzarvi? Fatelo ma ispiratevi al meglio dei personaggi storici che assumete come modello.
La seconda conseguenza che citavo all'inizio riguarda il dibattito, un po' palese e un po' sotto traccia, che c'è in tanti settori della sinistra e che si riassume nella convinzione che Renzi non sia di sinistra.
LA SINISTRA? NON È NÉ MINEO NÉ VENDOLA. È presto detto: chi pensa che occorre un vero partito di sinistra lo dica e lo faccia sapendo che però non si può fare sulle posizioni di Vendola e Mineo. Lì nasce già morto. Non sarebbe un male se ci fosse una sfida radicale da sinistra a Renzi, ne guadagneremmo tutti. Serve però lasciare al suo destino la tecnostruttura del Senato che ha già avuto molto dalla vita e dal Paese e non coltivare i sogni di un bicameralismo che non c'è in alcuna parte del mondo.
La sinistra un tempo sfidava la Dc sul progetto Paese, era produttivista, industrialista, operaista. Oggi metta le sue bandiere dove vuole, ma bandiere vere non stracci rimediati dal rigattiere.

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