Matteo Renzi 140801185323
MAMBO 4 Agosto Ago 2014 1102 04 agosto 2014

Italia, perché accettare la decadenza

Basta retorica. Basta attaccarsi all'anomalia. Il nostro è un Paese che non brilla più. Meglio abbandonare i sogni di gloria.

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Matteo Renzi.

Il vero problema dell'Italia è che, malgrado la retorica sparsa a piene mani, è un piccolo Paese che solo la collocazione geografica rende interessante. Non lo è più per esempio culturalmente.
Nel cinema c'è poca cosa, la letteratura è piena di piacevoli giallisti, nell'ambito impresa scarseggiano i «capitani coraggiosi», la politica è piena di mezze calzette al maschile e al femminile, il giornalismo di tanti tromboni, probabilmente anche chi vi scrive.
Il modo in cui si combatte la pubblica battaglia per formare, condizionare e contrapporsi al potere politico ne è la controprova.
DOPO B, A DESTRA IL NULLA. A sinistra si sono mangiati il capitale, neppure la variante greca ha restituito vitalità. A destra Berlusconi si è rivelato finora un fenomeno prodigioso e irripetibile, tanto scarsa è l'offerta di nuova classe dirigente. Al centrosinistra è toccata l'operazione più interessante con un giovane leader che ha azzerato tutto ma che rischia anche di trovarsi con poche carte in mano, cioè con poche risorse di fronte a una navigazione lunga.
GIORNALISTI AUTOREFERENZIALI. I miei colleghi fingono anche loro di fare la scimmia al giornalismo anglosassone ma sono autoreferenziali.
Domenica Vittorio Feltri nel commemorare un giornalista importante del Corriere della Sera, Salvatore Conoscente, ha scritto che la sua unica défaillance fu la mancata pubblicazione della foto del terrorista di sinistra che sparò a Milano con pistola tenuta a due mani a un agente di polizia uccidendolo e che questa censura fu frutto della militanza nel Pci di Conoscente. Peccato che la stessa foto fu pubblicata sulla prima pagina dell'Unità.
LA TROIKA DI SCALFARI. Un altro illustre collega, forse il più illustre di tutti, Eugenio Scalfari, che ci insegna a vivere e a pensare ogni domenica, ha invocato l'avvento della Troika vista la classe dirigente che abbiamo.
Piccole discussioni di un Paese piccolo-piccolo: poca roba la sua classe dirigente ma anche i suoi criticii più titolati.
Affermare che dobbiamo abbassare le pretese e smettere di considerarci il Paese delle fantastiche e fantasmagoriche anomalie che illuminano lo sviluppo della politica mondiale, restituisce all'Italia qualche speranza.
BASTA CON LE ANOMALIE. Se non abbiamo niente da insegnare al mondo, se il nostro premier, il suo oppositore, i suoi maggiori giornalisti valgono, sia detto senza offesa, come quelli norvegesi o finlandesi, non staremo a stracciarci le vesti per ogni venticello. Faremmo qualche opera pubblica, inciteremmo un centinaio di imprenditori ad avere coraggio, tireremmo su scuole e università migliori, scriveremo sui giornali meno stupidaggini, daremmo meno retta a uno come Grillo che una risata, vera non frutto di talento artistico riconosciuto, dovrebbe sommergere.
Non serve la Troika invocata da Scalfari, ma accettare di essere il Sassuolo, perché in cima alla serie A ci sono altre squadre più titolate.
In fondo non c'è più il più grande partito cattolico europeo, accanto al quello tedesco, è morto e rimorto il partito comunista più intrigante della storia, gli artisti grandi non si vedono più, di giornalisti come Montanelli, Pintor, Biagi non se ne fanno più.
Teniamo quello che abbiamo, poche industrie, una possibilità di dominare il Mediterraneo con l'offerta turistica più interessante dell'area, i cibi più sfiziosi d'Europa. Teniamo i bassi, cioè quel che siamo diventati. E la grande politica lasciamola agli europei.
Noi da 20 anni sappiamo solo cazzeggiare.

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