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INTERVISTA 4 Agosto Ago 2014 0655 04 agosto 2014

Renzi: «Mai una legge salva Belusconi»

Renzi: «Nessun accordo oscuro».

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Il premier Matteo Renzi.

Nessun escamotage per salvare Silvio Berlusconi. È stato netto Matteo Renzi, in un'intervista concessa a Repubblica, nello spiegare come il patto del Nazareno non nasconda tutele a favore del Cav in cambio del sostegno nella battaglia per le riforme.
Nessun accordo oscuro, ha rimarcato Renzi, «nel patto del Nazareno non c'è nulla che non sia stato trasferito negli atti parlamentari». E, soprattutto, non c'è traccia, di alcuna legge ad personam per l'ex Cavaliere, finalizzata a garantirgli la possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni, scavalcando così le norme della legge Severino.
«LE RIFORME SI FANNO INSIEME». A precisa domanda sul ruolo dell'ex premier, Renzi ha ribadito l'importanza del leader di Forza Italia per portare a casa Italicum e riforma del Senato. «Tutti siamo fondamentali», ha detto, «i numeri ci sono anche senza di lui, ma dopo anni di riforme l’uno contro l’altro, ora si è affermato il principio di farle insieme. Mi sembra un passo in avanti nella cultura politica italiana».
E ancora: «Ma vi pare che io firmi una cosa con Berlusconi e la metta in un cassetto? Questa è la tipica cultura del sospetto di una parte della sinistra. Io ho declassificato il segreto di Stato per le stragi di questo Paese e vado a nascondere un patto di questo tipo?».
«FINITO IL TEMPO DELLE LEGGI AD PERSONAM». Il presidente del Consiglio è altresì convinto che mai Berlusconi si muoverà per bypassare la Severino. «Non lo ha fatto, non credo lo farà. Del resto la Severino è una legge votata dal Popolo della libertà e sono certo che sia finito il tempo delle leggi ad personam. Anche perchè i percorsi giudiziari sono andati, con tutto ciò che sappiamo». E poi, «dopo le riforme, torneremo a essere divisi. Anzi, facciamo le riforme proprio per evitare in futuro di essere costretti a governare insieme».
«NESSUN AUTUNNO CALDO». Renzi ha, quindi escluso, di temere l'ipotesi di un «autunno caldo». «È vero», ha ammesso, «la ripresa è debole. Ma non siamo messi male, la Troika non arriverà e se mai ci fosse bisogno di una Manovra, non imporremo nuove tasse. E comunque rimarremo sotto il 3% nel rapporto deficit-Pil».
«BASTA COL DISCUSSIONISMO FINE A SE STESSO». Sullo scontro, anche violento, che sta caratterizzando l'approvazione delle riforme, Renzi è stato chiaro: «L’Italia non si può più permettere di coltivare il culto del discussionismo fine a se stesso. Si può essere d’accordo o meno, ma non si può sostenere che non sia stata sufficiente la preparazione. Certo, c’è una parte dell’establishment che non sopporta il mio stile. Ma verrà il giorno in cui si potrà essere finalmente parlare delle responsabilità anche delle élite culturali nella crisi italiana: i politici hanno le loro colpe. Ma professori, editorialisti, opinionisti non possono ritenersi senza responsabilità».
«GRASSO FIN TROPPO ACCONDISCENDENTE». In questi giorni, dal canto loro, le opposizioni «hanno dato vita a un ostruzionismo ingiustificato. Quando sento che si lamentano di Grasso, io dico che il presidente del Senato è stato troppo accondiscendente con le richieste delle opposizioni. Alcune scelte di Grasso ci sono parse sinceramente sbagliate. Ma non lo abbiamo attaccato perché abbiamo rispetto della seconda carica dello Stato e delle istituzioni».

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