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LINEE GUIDA 4 Agosto Ago 2014 1921 04 agosto 2014

Responsabilità civile dei magistrati, aumenta l'area di intervento

Obbligo di rivalsa. Stop filtro ai ricorsi.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Riforma della Giustizia, ecco le linee guida sulla responsabilità civile dei magistrati: si amplia l'area su cui può far leva chi è vittima del «cattivo uso del potere giudiziario».
Vengono incluse «le ipotesi di violazione manifesta delle norme applicate ovvero manifesto errore nella rilevazione dei fatti e delle prove».
ANCHE AL PM ORDINARIO. L'ampliamento dell'area di responsabilità - che è «in linea con il diritto dell'Unione europea», è stato specificato - viene esteso anche al magistrato onorario. I giudici popolari rimangono invece responsabili nei soli casi di dolo.
VOTO SEGRETO A GIUGNO. Sullo scivoloso argomento la Camera a giugno 2014 approvò un emendamento leghista a voto segreto (che prevedeva la responsabilità diretta, su cui Forza Italia ha sempre spinto), battendo e facendo infuriare il governo Renzi.
Il ministro Andrea Orlando parlò di «intervento rozzo», mentre per le toghe fu un'azione «molto grave».
MECCANISMO INDIRETTO. Ora il ministero della Giustizia ha chiarito i punti cardine: il meccanismo di responsabilità civile resta indiretto (come ha chiedeva il Partito democratico), cioè senza la possibilità per il cittadino di rivalersi sul singolo magistrato. L'azione è condotta nei confronti dello Stato, che può poi decidere se procedere nei confronti del magistrato. Questo a garanzia dell'autonomia delle toghe.
OBBLIGO DI RIVALSA. Previsto l'obbligo di azione di rivalsa in caso di negligenza grave: «L'azione di rivalsa nei confronti del magistrato, esercitabile quando la violazione risulti essere stata determinata da negligenza inescusabile, diverrà obbligatoria».
SUPERARE IL FILTRO AI RICORSI. Un altro aspetto chiave è il superamento del filtro di ammissibilità dei ricorsi: «Uno degli obiettivi del progetto è il superamento di ogni ostacolo frapposto all'azione di rivalsa, nei confronti del magistrato, che lo Stato dovrà esercitare a seguito dell'avvenuta riparazione del pregiudizio subito in conseguenza dello svolgimento dell'attività giudiziaria».
FINO AL 50% DELLO STIPENDIO. È stata anche incrementata la soglia economica della rivalsa: «Sarà innalzata quella attualmente fissata, fuori dei casi di dolo, a un terzo dell'annualità dello stipendio del magistrato. Il limite verrà incrementato fino alla metà della medesima annualità. Resterà ferma l'assenza di limite all'azione di rivalsa nell'ipotesi di dolo».
'SBLOCCATA' LA LEGGE VASSALLI. La responsabilità civile, già prevista dalla legge Vassalli adottata dopo il referendum abrogativo del 1987, però «ha funzionato in modo assolutamente limitato. La legge, infatti, pur condivisibile nell'impianto, prevede una serie di limitazioni per il ricorrente che, di fatto, finiscono per impedire l'accesso a questo tipo di rimedio e rendono poi aleatoria la concreta rivalsa sul magistrato ritenuto eventualmente responsabile».
L'ANM: «BISOGNA STARE ATTENTI». Contraria, ovviamenta, l'Associazione nazionale magistrati. Il presidente Rodolfo Sabelli ha spiegato che le norme hanno il senso di una «stretta» nei confronti dei magistrati.
Ma trattandosi di una materia delicata, «aspettiamo il testo definitivo per esprimere un giudizio». Di certo «non mi pare che la riforma fosse una priorità. Bisogna stare attenti perché è alto il rischio di azioni strumentali, cioè di reazione a un provvedimento sgradito del giudice».
IL GOVERNO: «TUTELA PER I CITTADINI». Eppure secondo il governo «un corretto funzionamento della responsabilità civile costituisce un fondamentale strumento per la tutela dei cittadini e un necessario corollario all'indipendenza ed all'autonomia della magistratura».

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