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CONTO ALLA ROVESCIA 5 Agosto Ago 2014 2047 05 agosto 2014

Riforme, il Senato accelera: approvati nuovi articoli

Il premier forse in Aula: «Una svolta storica».

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Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi.

Serra i ranghi Matteo Renzi, in vista dell'8 agosto, d-day per l'approvazione definitiva in Senato del ddl Boschi.
Mentre in Aula si sussegue a passo sempre più spedito l'analisi degli emendamenti, il premier valuta una comparsata a Palazzo Madama proprio per giovedì 8, all'indomani dell'attesissimo incontro con Silvio Berlusconi per fare il punto sull'Italicum.
«IL PASSO DEL MARATONETA». «La politica sta facendo bene la sua parte e stiamo approvando la riforma del Senato», ha detto Renzi commentando i lavori per il superamento del bicameralismo, «ma c’è ancora molto da fare. Bisogna avere il passo del maratoneta e non dello sprinter. Ma gli italiani ci chiedono di cambiare e noi cambieremo».«È l’inizio di un cambiamento storico» - ha continuato - «chi avrebbe pensato 20 giorni fa che ci sarebbero stati un Senato con più poteri alle Regioni, una politica meno costosa e meno persone che fanno politica? Questo è grazie all’impegno dei senatori, la politica sta facendo la sua parte».
APPROVATI SEI NUOVI ARTICOLI. Nel pomeriggio, intanto, l'Aula si è di nuovo riunita per proseguire l'esame del ddl Boschi: sono stati licenziati gli articoli 13,14,16,17,18 e 20, è stato introdotto un giudizio preventivo di costituzionalità delle leggi elettorali da parte della Consulta e, in caso di rinvio dei decreti legge alle Camere da parte del presidente della Repubblica, sono stati concessi 30 giorni in più di tempo per la conversione.
Inoltre, il capo dello Stato potrà chiedere con messaggio motivato una nuova deliberazione anche limitata a specifiche parti di una legge ed è stato introdotto un sostanziale divieto ai cosiddetti decreti omnibus, cioè quelli che contengono norme su materie non omogenee.
INDULTO E AMNISTIA, COMPETENZA ALLA CAMERA. Un emendamento presentato dal 'dissidente' del Partito democratico Felice Casson, che lasciava al Senato il potere di concedere «a maggioranza dei due terzi» l'amnistia e l'indulto, è stato bocciato, con voto segreto, con 143 voti contrari, 141 a favore e tre astenuti. L'indulto e l'amnistia saranno, dunque, competenza solo della Camera dei deputati. Unico brivido in una giornata tutto sommato positiva per l'esecutivo.
Rinviati al mattino seguente gli articoli più delicati, relativi a leggi di iniziativa popolare, referendum, platea per l'elezione del capo dello Stato e funzioni legislative del Senato. Punti sui quali in serata i relatori sono stati chiamati a trovare una riformulazione che non scontenti troppo opposizioni e dissidenti interni, per arrivare così in Aula con una nuova proposta.

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