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CRISI 6 Agosto Ago 2014 1105 06 agosto 2014

Istat, Pil ancora in calo: recessione tecnica

Secondo trimestre in calo per il Pil italiano: -0,2%.

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Pier Carlo Padoan.

L'Italia è in recessione tecnica. È una sentenza senza appello quella emessa dall'Istat, che il 6 agosto ha reso note le sue stime preliminari, evidenziando il secondo trimestre consecutivo in flessione congiunturale.
Il Pil, come previsto, è risultato ancora negativo, scendendo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, quando aveva segnato un calo dello 0,1%. Su base annua, invece, la perdita è stata dello 0,3%.
DOCCIA FREDDA PER RENZI. Una vera e propria doccia gelata per l'esecutivo, malgrado i tentativi del premier Matteo Renzi e del ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan di non drammatizzare le rilevazioni dell'Istituto di statistica.
«Nessuna manovra in vista», si è affrettato, a precisare Padoan, sorretto dalle parole del premier, che ha invitato a volgere lo sguardo al futuro «con ancora maggior decisione». In barba alle critiche piovute dai diversi fronti dell'opposizione. E al tonfo di piazza Affari, che ha chiuso le contrattazioni in perdita del 2,70% per poi rimbalzare leggermente la mattina seguente.
VARIAZIONE ACQUISITA: -0,3%. Sta di fatto che anche la variazione acquisita del Pil per il 2014 è stata negativa, pari al -0,3%: si tratta del dato che si otterrebbe in presenza di variazioni congiunturali nulle per i restanti trimestri dell'anno.
L'ultimo dato positivo, dunque, risale al quarto trimestre del 2013, quando era stata interrotta una striscia di segni meno lunga più di due anni. Un segnale rimasto isolato dal momento che il calo su base annua è presente da 11 trimestri consecutivi: dall'ultimo del 2011 al secondo del 2014. Quasi tre anni che la crescita è in 'rosso'.
LIVELLO PIÙ BASSO DAL 2014. Ma non si tratta dell'unico record negativo: il livello del Pil nel secondo trimestre del 2014 è risultato il più basso dal secondo trimestre del 2000, ovvero da 14 anni, ed è peggiore rispetto a gran parte delle previsioni fatte dagli analisti nell'ultimo periodo, molte delle quali si attestavano tra il -0,1% e il +0,1%.
Lo stesso Istat nella nota mensile uscita a fine giugno segnava una forchetta che andava dal -0,1% al +0,3%.
Nessun settore si è salvato: il calo congiunturale del Pil nel secondo trimestre è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica, ovvero agricoltura, industria e servizi.
MALE L'EXPORT. Il ribasso sembra risentire dell'indebolimento della spinta da fuori confine. Dal lato della domanda il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale, al lordo delle scorte, è risultato nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.
L'Istat, diffondendo le stime, ha spiegato come si tratti di dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario. A riguardo ha evidenziato che il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia a confronto con il trimestre precedente sia rispetto allo stesso periodo del 2013.
Guardando agli altri Paesi, per cui è disponibile la stima sul secondo trimestre, l'Istituito di statistica ha sottolineato che il Pil è aumentato in termini congiunturali dell'1% negli Stati Uniti (+2,4% in termini tendenziali) e dello 0,8% nel Regno Unito (+3,1% su base annua).

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