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TRATTATIVE 6 Agosto Ago 2014 0812 06 agosto 2014

Riforme, Berlusconi e Renzi si incontrano a Palazzo Chigi

Sul tavolo del premier e del Cav la legge elettorale.

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Silvio Berlusconi.

Si sono svegliati di buona mattina per una colazione decisamente impegnativa. Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si sono incontrati a Palazzo Chigi alle 8 del 6 agosto, per un vertice durato poco meno di tre ore.
Il leader di Forza Italia è arrivato puntuale, accompagnato da Gianni Letta e Denis Verdini, per parlare col premier.
ACCORDO POSSIBILE. Troppo importante la posta in gioco per ritardare anche di un solo minuto. Sul piatto del terzo vertice tra i due ci sono infatti la legge elettorale (coi nodi preferenze e soglie da sciogliere) e le riforme costituzionali.
Secondo quanto riferito dal vicesegretario del Partito democratico Lorenzo Guerini al termine dell'incontro, «si è stabilita la possibilità di modifiche che saranno oggetto di un ampio confronto» sulle soglie di accesso mentre «sulle preferenze andrei cauto».
NAZARENO SECONDO ESTRATTO. Riscrivere il Nazareno è possibile, ma bisogna tener conto delle posizioni di maggioranza e opposizione, per tentare anche di sbloccare l'ostruzionismo in Senato. Le posizioni di Movimento 5 stelle e Sinistra ecologia libertà sono note (preferenze, soglie di sbarramento più basse, limite per il premio di maggioranza alzato), e il 5 agosto anche Angelino Alfano ha fatto pervenire le richieste del Nuovo centrodestra, non troppo distanti da quelle di grillini e vendoliani.
Quel che è certo è che il feeling tra Renzi e Berlusconi non è in discussione. Entrambi però hanno deciso di incontrarsi a palazzo Chigi per rinsaldare l'intesa e mandare un messaggio all'esterno: la legge elettorale può essere modificata a patto che ogni cambiamento sia approvato da Forza Italia e dal Pd.
APERTURE RECIPROCHE SULLE MODIFICHE ALLE SOGLIE. La riunione fiume è trascorsa in un clima molto disteso. Molti i temi affrontati a partire dalla legge elettorale, prossimo appuntamento sulla strada delle riforme. È toccato al capo del governo esporre al leader Fi le proposte di modifica dell'Italicum su cui aprire un confronto: modifica delle soglie e preferenze. Sul primo punto, Berlusconi non ha posto alcun problema dicendosi disponibile ad abbassare la soglia di sbarramento dal 4,5% al 4% ed aumentare quella per il ballottaggio dal 37% al 40%. Ipotesi proposte dal leader del Pd per venire incontro anche ai 'piccoli' come Sel e Ncd ma anche per abbassare la tensione con la minoranza Dem. Area riformista e Pier Luigi Bersani, ad esempio, hanno sempre sostenuto l'importanza di garantire un accesso democratico nelle soglie soprattutto alla luce della riforma del Senato.
BERLUSCONI: LE PREFERENZE SOLO UN PROBLEMA. Discorso diverso invece per le preferenze, argomento che non ha mai convinto l'ex capo del governo: sarebbero solo un problema, avrebbe detto il Cavaliere trovando in Renzi 'orecchie attente'. Lo stresso presidente del Consiglio infatti avrebbe fatto presente che l'ipotesi di modica con i capilista bloccati e le preferenze creerebbe molti problemi anche tra le fila del Partito democratico: Gianni Cuperlo a renziani doc come Giachetti hanno espresso la loro contrarietà. Al di là delle modifiche affidate ai tecnici di entrambi i partiti, l'obiettivo del Cavaliere era quello di incassare ancora una volta la fiducia del premier. Ed il diretto interessato non ha mancato di ribadire che il patto tra lui e Berlusconi è forte anche perchè, è il riconoscimento fatto da Renzi, Fi si è dimostrata affidabile ed ha tenuto nonostante le tensioni interne, mentre il dialogo con il M5s si sta affievolendo vista la posizione ondivaga dei grillini.
INTESA RENZI-CAV NON IN DISCUSSIONE. Tra i due leader dunque l'intesa appare immutata nonostante l'ex premier si sia preso del tempo prima di dare il via libera alle modifiche da apportare all'Italicum. Berlusconi sa bene che dentro Forza Italia non tutti sono concordi sulla linea soft da tenere nei confronti del governo. Già perchè nelle tre ore di colloquio, i due avrebbero parlato anche di altri temi: dall'Europa alla crisi economica con un Berlusconi pronto a 'dare una mano' anche su argomenti non legati alle riforme: Come avrete capito - ha detto ai presenti - potete contare sul mio senso di responsabilità.
GUERINI: «INCONTRO POSITIVO». «È stato un incontro positivo», ha spiegato Guerini, presente al vertice al fianco di Renzi come il sottosegretario Luca Lotti. «Continuiamo con l'impianto stabilito e su quell'impianto possono esserci modifiche nell'ambito di un confronto aperto a tutte le forze politiche».
Guerini ha spiegato anche che il «metodo» rimane lo stesso e cioè «quello adottato nel primo passaggio alla Camera fatto con l'accordo di tutti i contraenti. I punti sul tavolo sono il tema delle soglie per accedere al premio di maggioranza e mi pare che ci siano le condizioni per arrivare ad una convergenza così come per le soglie più basse. Sulle preferenze andrei molto cauto, c'è la disponibilità a confrontarci nelle prossime settimane».
Parlando poi del Patto del Nazareno, Guerini ha aggiunto: «Ha portato il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Dopo tanti anni al Paese vengono date le riforme di cui ha bisogno».

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