MOVIMENTI 7 Agosto Ago 2014 1411 07 agosto 2014

Scout, Renzi e gli altri lupetti famosi

Non solo il premier. All'estero Bowie, Blair e Gates tra i seguaci di Baden Powell.

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Gli scout invadono San Rossore. Dal 7 al 10 agosto è infatti in programma nel parco regionale in provincia di Pisa il raduno nazionale dell’Agesci, Associazione guide e scout cattolici, principale sigla dello scoutismo tricolore.
I partecipanti sono arrivati dopo cinque giorni di marcia, la Route. È la terza edizione del maxi-raduno dei fazzolettoni italiani: la prima risale al 1975, la seconda al 1986, con la presenza dell’allora papa Giovanni Paolo II.
RENZI TRA GLI INVITATI. Stavolta, tra i circa 35 mila scout è previsto un nome di eccezione: Matteo Renzi. «Fin da giovanissimo vive l’esperienza scout, di cui si porterà dietro la voglia di giocare e di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”», citazione del fondatore del movimento Baden Powell. «Prosegue anche negli anni successivi come caporedattore della rivista Camminiamo insieme», recita il l suo profilo ufficiale.
IL PD GELLI: «NON PUÒ MANCARE». Il premier, assicurano gli organizzatori della tre giorni, non può perdersi l’appuntamento. «A meno di un cataclisma, Renzi ci sarà: come potrebbe perdersi la Route nazionale, tra l’altro nella sua regione?», ha detto il deputato Pd Federico Gelli, ex vicepresidente della Giunta regionale toscana in un’intervista a fanpage.it. «Matteo si è informato sul programma e ha deciso che non può mancare. Sarà per me e per lui una grande emozione: lo scoutismo è un pezzo importante della nostra vita».

Da Pinotti a Cociancich, da Serra a Pisapia: la politica col fazzolettone

Ma Renzi non è l’unica figura istituzionale invitata a San Rossore. Il programma ha previsto il 9 agosto l’intervento della presidente della Camera Laura Boldrini mentre il giorno successivo è stato inserito un intervento del presidente del Senato Piero Grasso.
L'ORGOGLIO DEL MINISTRO DELLA DIFESA. E il segretario Pd non è nemmeno l’unico scout in politica. Con lui c’è Roberta Pinotti, ministro della Difesa - ma il suo nome è quotato anche come possibile successore di Napolitano al Quirinale - orgogliosamente seguace di Baden Powell, tanto da inserire la stessa citazione di Renzi nel suo profilo Twitter.
In parlamento, oltre a Gelli, c’è Roberto Cociancich, presidente della Conferenza internazionale cattolica eletto in Senato in quota Renzi: i due si conobbero tanti anni addietro a un campo di formazione degli scout di cui Cociancich era responsabile.
BOOM DI ISCRIZIONI TRA I DEM. Fazzolettoni anche altri renziani come Davide Serra, fondatore del fondo Algebris, Riccardo Illy, ex governatore del Friuli Venezia Giulia. E poi Tommaso Giuntella, ex portavoce di Pier Luigi Bersani, ed Edoardo Patriarca, oggi deputato dem. E, ancora, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Giovanna Melandri, Giuseppe Fioroni, Luigi Lusi, David Sassoli e Umberto Ambrosoli.
A destra, figurano tra i portatori di fazzolettone Ignazio La Russa e Giorgia Meloni.
NELLA LISTA PURE DAGO E LUTTAZZI. Nella lista poi ci sono anche Corrado Passera, Guido Bertolaso e Renzo Piano. Finito? Nemmeno per sogno: scout erano pure il giornalista Beppe Severgnini, il dominus di Dagospia Roberto D’Agostino, Jovanotti, Massimo Giletti, Pupi Avati, Dario Argento, Daniele Luttazzi, Pippo Baudo, Gino Paoli, Pino Insegno, Fabio De Luigi, Carlo Verdone, Stefano Belisari in arte Elio, Marco Baldini e Paola Barale.

All'estero spiccano Richards, Bowie, Morrison, Blair e Gere

Un universo variegato. Che, allargando lo sguardo all’estero, comprende un’altra caterva di nomi noti della politica, dell’economia e dello spettacolo.
Come il fondatore dell’impero Virgin Richard Branson, il papà di Microsoft Bill Gates. Il Rolling Stones Keith Richards, l’ex Beatles Paul McCartney e l’ex Culture Club Boy George. Ma anche David Bowie, George Michael, il compianto Doors Jim Morrison, l’astronauta Neil Armstrong e una sfilza lunghissima di suoi colleghi. Il calciatore David Beckham, gli attori Richard Gere e Harrison Ford, e il regista Steven Spielberg.
JFK E GEORGE W BUSH. Passando per l’ex premier inglese Tony Blair, gli ex presidenti Usa John F. Kennedy, George W. Bush e la moglie Laura, la coppia d’oro della politica di Washington Bill e Hillary Clinton, e pure la regina Elisabetta II.
L’elenco dei nomi famosi, insomma, è lunghissimo. Ma non deve stupire, perché la World Organization of the Scout Movement (Wosm)- l’organizzazione indipendente, mondiale, non profit e apartitica dello scoutismo mondiale - riunisce 162 organizzazioni nazionali in un network di oltre 40 milioni di membri appartenenti a più di 1 milione di diversi gruppi locali.
In Italia, solo l’Agesci conta 177 mila soci, 1.500 gruppi sparsi in tutta la Penisola.
RICONOSCIMENTI A 360 GRADI. È riconosciuta dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana) e dal dipartimento di Protezione civile, e fa parte delle Aps (Associazioni di Promozione Sociale), del Forum Terzo Settore, della Tavola della Pace, di Libera, del Forum nazionale dei Giovani.
Poi c’è la Fse, Associazione italiana guide e scout d'Europa cattolici che ha più di 19 mila iscritti e la Cngei, il Corpo nazionale Giovani esploratori ed esploratrici italiani con quasi 12 mila soci.
Un successo planetario per il movimento fondato nel 1907.
UNO SCOUT È PER SEMPRE. Insomma un vero e proprio popolo. Di cui non fanno parte solo i piccoli lupetti o gli adolescenti. Scout lo si rimane per sempre: secondo la Wosm più di 7 milioni di adulti supportano come volontari le attività dei gruppi locali, fedeli sempre alla promessa: «Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese; per aiutare gli altri in ogni circostanza; per osservare la legge scout».
Proprio quella che piace tanto a Renzi.

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