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CONTRO SANZIONI 7 Agosto Ago 2014 1220 07 agosto 2014

Ucraina, la Russia blocca i prodotti alimentari da Ue e Usa

Ok solo alcol e generi per bimbi.

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La rappresaglia di Mosca non si è fatta attendere: stop all'import di cibo di provenienza europea e statunitense. Ecco la risposta alle misure punitive occidentali contro la Russia per la crisi ucraina. 'La via delle sanzioni è un vicolo cieco - ha detto il premier Dimitri Medvedev - ma la Russia è stata costretta a reagire'.Le 'contro-sanzioni' del Cremlino prendono di mira essenzialmente il settore agroalimentare. E' previsto un embargo totale su carne di manzo, suina e avicola, frutta e verdura, latte e formaggi dai Paesi dell'Ue, dagli Usa, ma anche da Australia, Canada e Norvegia.L'embargo è previsto per un anno, ma il premier ha subito messo in chiaro che sarà possibile ridurre il periodo in caso di 'atteggiamento costruttivo'. L'obiettivo della Russia è convincere l'Ue che la via delle misure punitive ha un effetto boomerang e porterà danni economici a tutti. A partire dall'Italia: le esportazioni di prodotti agroalimentari in Russia hanno raggiunto l'anno scorso la cifra record di 706 milioni di euro.

La Russia è passata alle contro-sanzioni.
Il Cremlino non ha tardato a rispondere all'ultimo pacchetto di misure restrittive che Bruxelles e Washington gli hanno inflitto per il ruolo destabilizzante nella crisi in Ucraina, e ha colpito con l'embargo alcune categorie di prodotti agroalimentari provenienti da Ue e Usa, ma anche da Norvegia, Australia e Canada.
Stop totale dunque alle importazioni di carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura come annunciato il premier russo Dmitri Medvedev, Che ha precisato come il governo abbia intenzione di adottare «tutte le misure possibili per evitare la crescita dei prezzi».
Gli alcolici e i prodotti per bambini non rientrano nella lista dei generi banditi.
POSSIBILI CHIUSURA ANCHE DELLO SPAZIO AEREO. E la ritorsione potrebbe non restare isolata. Da giorni infatti Mosca sta valutando l'ipotesi di chiudere lo spazio aereo in Siberia per i voli tra Europa e Asia. Medvedev ha detto che il governo sta vagliando questa misura come risposta alle sanzioni occidentali che hanno portato al congelamento dei voli della compagnia low-cost Dobroliot, una controllata di Aeroflot.
Il Cremlino ha già deciso di vietare il sorvolo sul proprio territorio alle compagnie aeree ucraine dirette in Armenia, Georgia, Azerbaigian e Turchia.
Inoltre Putin ha fatto sapere di aver discusso al telefono con i presidenti di Bielorussia e Kazakhstan, Aleksandr Lukashenko e Nursultan Nazarbaiev per un «coordinamento delle azioni in campo economico-commerciale».
L'UE «RAMMARICATA». Da parte sua Bruxelles «si rammarica» per la decisione di Mosca sull'agroalimentare, dalla «motivazione chiaramente politica» e «si riserva il diritto di agire in modo appropriato» una volta che avrà analizzato nel dettaglio le misure, per capire cosa colpiscono precisamente e quale sia l'impatto effettivo. Da lunedì 11 agosto è previsto infatti che venga attivata una task force, in seno alla direzione generale Agricoltura della Commissione, per studiare in modo approfondito il dossier.
DALL'EUROPA GIRO D'AFFARI DI 117 MLD DI EURO. Secondo i dati diffusi dalla Commissione Ue, l'export dei 28 paesi dell'Unione verso la Russia il 2013 è stato di oltre 117 miliardi di euro. L'export per l'intero settore agroalimentare ha pesato per il 10% circa, per un valore pari a 11,212 miliardi. Ma restringendo l'obiettivo ai prodotti che figurano nella 'black list' russa (carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura), si scende a quota 5,252 miliardi. «L'impatto», viene fatto osservare, «è ridotto dall'esclusione di vino ed alcolici, tabacco e cereali».
DALL'ITALIA L'EXPORT VALE 163 MILIONI. Il valore dell'export italiano verso la Russia nel 2013 per le tipologie colpite è di 163 milioni. Ma i principali esportatori sono stati: Lituania, 927 milioni; Polonia, 841; Germania, 595. Seguiti da Olanda, 528; Danimarca, 377; Spagna, 338; Finlandia, 283; Belgio, 281; e Francia, 244. Tuttavia «è difficile calcolare l'impatto delle sanzioni sulla base dei dati 2013», precisano a Bruxelles, «sia perché nel corso del 2014 la Russia aveva già varato alcune misure restrittive (ad esempio per la carne suina o le mele polacche), sia perché nel frattempo si possono aprire nuovi mercati». Comunque, viene fatto osservare, «le conseguenze non si vedranno nell'immediato. Ora non c'è emergenza» e qualora nel futuro si dovesse verificare, tra i vari strumenti per le compensazioni, «si potrebbe mettere mano alla riserva di oltre 400 milioni di euro prevista dalla Politica agricola comunitaria. Leva che può essere azionata direttamente dalla Commissione».

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